“Siamo circondati da informazioni sbagliate. Per questo dobbiamo aumentare la consapevolezza e la condivisione dei dati. Solo così potremo pensare a interventi e investimenti strategici, che vadano davvero incontro alle problematiche del Paese”. Lo ha affermato Gian Carlo Blangiardo, presidente dell’Istat, durante il seminario promosso dall’Agenzia di ricerche e legislazione con il titolo “La questione demografica”, in cui è stata presentata anche la prima ricerca di “Laboratorio Futuro”, il nuovo progetto dell’Istituto Toniolo di Milano, ente fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dal titolo “Un buco nero nella forza lavoro”.
Blangiardo ha poi fatto notare come “nonostante l’Italia sia uscita dagli anni più difficili della crisi, il patrimonio demografico continui a contrarsi sempre di più, frenando lo sviluppo dell’Italia e la crescita”.
Secondo l’Istat, ha proseguito il presidente, “la conciliazione tra la vita quotidiana e il lavoro resta ancora difficile”. “Il 31,5% delle donne tra i 25 e i 49 anni, infatti, è senza occupazione e non la cerca per motivi legati alla maternità o alla cura della famiglia. Per quanto riguarda i padri, la quota di chi ha lasciato il lavoro per i figli è invece dell’11%”.
“C’è un alto rischio di povertà – ha concluso – per coloro che scelgono di assumere responsabilità familiari”.

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