Avvento è tempo di attesa e di cammino, ma anche tempo opportuno per fermarsi e contemplare. Non c’è persona o famiglia che non stia accusando la fatica di ritmi di vita sempre più frenetici e travolgenti. La fretta, il dover far subito, l‘avere poco tempo sono i cliché a cui si rischia di abituarsi, tanto più in questi giorni che precedono il Natale.

È doveroso, quindi, ritagliarsi un tempo proprio, in cui sperimentare l’ascolto di una Parola che può scaldare il cuore e accompagnare la vita di una famiglia facendole sperimentare che non è bene dare tutto per scontato: occorre, invece, ri-educarsi ogni volta al dialogo, alla comunicazione profonda e sincera di sé e dei propri sentimenti, alla condivisione della propria vita di fede con il coniuge e con i figli. In una parola è salutare, di tanto in tanto, fermarsi e chiedersi a che punto del cammino ci troviamo.

L’Ufficio diocesano di pastorale familiare offre mensilmente degli appuntamenti che sono opportunità per fermarsi e riprendere in mano la relazione di coppia e la vita di famiglia con una maggiore consapevolezza. In questo mese di dicembre il percorso diocesano è giunto al terzo appuntamento con uno dei suoi due momenti salienti, la giornata di spiritualità d’Avvento.

È così che domenica 15 dicembre diverse coppie si sono ritrovate presso l’Oasi Buon Pastore di Collevario (Macerata), il nuovo centro di riferimento per le famiglie voluto dal vescovo Nazzareno e affidato alla cura di don Egidio Tittarelli. Suor Gina Masi, della Fraternità Casa di Nazaret di Fiuminata, ha proposto le due riflessioni e guidato le attività di confronto. Così è bastato mettere insieme ingredienti semplici, ma essenziali, per confezionare un tempo speciale e particolarmente gradito. Al centro è stata messa la Parola di Dio e nello specifico un versetto dell’Inno alla carità di san Paolo. Intorno c’erano tante famiglie che hanno scelto di regalarsi un momento di pausa, tutto per loro, tra una corsa e l’altra. A corollario di tutto una calorosa accoglienza mattutina con tè caldo, caffè e dolci fatti a casa e un buon pranzo condiviso. Mentre i genitori si dedicavano all’ascolto di suor Gina, i figli sono stati coinvolti in attività di gioco e di disegno. Tutto si è concluso con la celebrazione eucaristica e il dono ai partecipanti di un’icona raffigurante la Natività.

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