La terza domenica del tempo ordinario, che cadrà il prossimo 26 gennaio, per volontà di Papa Francesco sarà per tutta la Chiesa la Domenica della Parola di Dio. È perciò un’occasione preziosa per prendere coscienza della importanza della Parola di Dio nella vita del cristiano.

In questo ambito, a partire dal Concilio si sono fatti dei significativi passi avanti, ma la Chiesa ha da sempre avuto coscienza che la Parola di Dio era fondamentale per la sua vita. Già san Girolamo, vissuto nel IV secolo, diceva con chiarezza che un cristiano, per essere tale deve sforzarsi di conoscere la Bibbia, perché: «L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo». È una frase famosa che andrebbe meditata a lungo, soprattutto se la volgiamo in positivo: «la conoscenza delle Scritture, è conoscenza di Cristo!».

La conoscenza delle Scritture
è conoscenza di Cristo

Questa formulazione positiva ci aiuta a comprendere una lettura speciale della Bibbia, fondamentale per noi cristiani, che è la lettura ecclesiale: la lettura fatta nella fede della Chiesa. Infatti la Bibbia la si può leggere per curiosità storica, e diventa una fonte interessante per ricostruire insieme all’archeologia e ad altre scienze, un pezzo di storia dell’umanità. La si può leggere per curiosità artistica, ed è certo una raccolta di poesie, racconti, narrazioni di particolare antichità e bellezza, a cui tanta arte posteriore si è ispirata. La si può infine leggere per accrescere la nostra conoscenza, ed è innegabile che la Bibbia sia “il grande codice della cultura occidentale”, come ha affermato forse per primo ma non certo per ultimo, il grande poeta e pittore inglese settecentesco William Blake.

La Bibbia letta nella Chiesa
ci fa conoscere “di persona” GesÙ Cristo

Ma tutti questi modi di leggere la Bibbia non sono ancora nulla rispetto alla grandezza di ciò che la sua lettura può operare, se fatta nella fede della Chiesa: farci conoscere Cristo! E non semplicemente farci sapere delle cose su Gesù di Nazareth, che è vissuto in Palestina 2000 anni fa, ma farci conoscere “di persona” Gesù Cristo risorto e vivo oggi nella storia.

La preziosità della Bibbia per l’umanità, che la Chiesa vuol testimoniare con una celebrazione speciale, è proprio in questa potenza spirituale che la Bibbia ha e che la comunità dei credenti può offrire al mondo. Cristo risorto e vivo, il Signore della storia, il Figlio di Dio, ciascuno di noi può conoscerlo di persona ed entrare in dialogo, in confidenza con Lui. Questa è la cosa straordinaria che la lettura della Bibbia può permetterci.
Perché una cosa così unica possa compiersi, non basta però leggere la Bibbia come se fosse un romanzetto da metropolitana, quei libri facili e ed appassionanti che si leggevano in metropolitana, almeno finché non hanno inventato i cellulari.

L’ascolto della Parola diventa
vera comprensione e concreto incontro
solo se lo facciamo nella fede

La Bibbia infatti è una voce, attraverso cui possiamo udire la Parola, il Verbo di Dio, ma questo ascolto diventa vera comprensione e concreto incontro, solo se lo facciamo nella fede. Una lettura della Bibbia senza fede è davvero poca cosa.

L’immagine migliore di questa lettura ce la offre la prima parte della Messa, in quella che si chiama la liturgia della Parola. È una lettura fatta insieme, da un popolo credente, dove ci sia aiuta tra fratelli. Alcuni leggono ed altri ascoltano, ma nessuno legge soltanto, senza poi farsi ascoltatore, perché la Bibbia deve sempre risuonare attraverso la voce di un fratello. Questo ci aiuta ad accoglierla come un dono e mai come un possesso. Si legge poi sia l’Antico che il Nuovo Testamento per culminare nel Vangelo, perché tutta la lettura della Bibbia, se non ci porta a Cristo, perde la via della verità e della vita. Al centro di questa lettura, attraverso il salmo ed il canto dell’Alleluja, la Bibbia diventa preghiera, la nostra preghiera. Perché si conosce qualcuno dialogando con lui, così nella lettura liturgica si ascolta e si parla, lasciandoci suggerire da Dio le parole della preghiera.

La lettura della Bibbia nella Messa
è un grande dialogo: tra un Noi
che è la comunità credente e Gesù Signore

La lettura cristiana della Bibbia è così un grande dialogo: tra un Noi che è la comunità credente e Gesù Signore, la Parola di Dio fatta carne, che ci viene incontro attraverso la voce della Bibbia che udiamo leggere.

La lezione più bella su questa lettura credente della Bibbia la offre il grande pittore Lorenzo Lotto, nel suo Matrimonio mistico di Santa Caterina, un’opera del 1524 oggi nella Galleria Nazionale di Palazzo Barberini. Vi è ritratto su un lato San Girolamo, il grandissimo studioso della Sacra Scrittura, che apre la Bibbia, ma è la Madonna seduta in trono e con Gesù in braccio, che gli sorregge la pagina giusta. La Madonna è in quest’opera immagine della Chiesa, che ci fa incontrare Gesù Signore, vivo e parlante attraverso la sua Parola. Senza l’aiuto della Chiesa ed il dono della fede, tutta la nostra scienza personale, sarebbe poca cosa per leggere la Bibbia e trarne il prezioso frutto spirituale.

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