Domenica della Parola di Dio: mons. Fisichella, «ravvivare la responsabilità dei credenti nella conoscenza della Sacra Scrittura»

Così mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, durante la presentazione in sala stampa vaticana ha definito la Domenica della Parola di Dio, che ci celebra per la prima volta il 26 gennaio per volere del Papa

Cardinal Ravasi

“Una iniziativa pastorale di nuova evangelizzazione, con lo scopo di ravvivare la responsabilità che i credenti hanno nella conoscenza della Sacra Scrittura e nel mantenerla viva attraverso un’opera di permanente trasmissione e comprensione, capace di dare senso alla vita della Chiesa nelle diverse condizioni in cui si viene a trovare”. Così mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, durante la presentazione in sala stampa vaticana ha definito la Domenica della Parola di Dio, che ci celebra per la prima volta il 26 gennaio per volere del Papa, che l’ha indetta nella lettera apostolica Aperuit illis, pubblicata il 30 gennaio scorso. “Nel mondo – ha fatto notare Fisichella, citando Paesi come Brasile, Argentina, Venezuela, Stati Uniti, Filippine, Spagna, Italia – si sono moltiplicate, a seguito del Concilio Vaticano II con la Dei Verbum, e del Sinodo sulla Parola di Dio (2008) con l’esortazione apostolica Verbum Domini, tante e differenti iniziative pastorali tese a porre al centro la conoscenza, la diffusione, la riflessione e lo studio della Sacra Scrittura”.

L’Alleanza Evangelica Mondiale, inoltre, ha proclamato il 2020 Anno mondiale della Bibbia, che invita i cristiani e le Chiese evangeliche di tutto il mondo a promuovere per tutto il 2020 la lettura della Bibbia. “Non può passare sotto silenzio anche il grande valore ecumenico che questa Domenica possiede”, ha fatto notare Fisichella, ricordando che Papa Francesco ha stabilito che si celebri sempre nella III Domenica del Tempo Ordinario dell’Anno liturgico, che cade in prossimità della Giornata di dialogo tra ebrei e cattolici e della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: “Non è, ovviamente, una mera coincidenza temporale, ma una scelta che intende segnare un ulteriore passo nel dialogo ecumenico, ponendo la Parola di Dio nel cuore stesso dell’impegno che i cristiani sono chiamati a realizzare quotidianamente”, ha commentato il vescovo.

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