Il contributo del Sinodo per l’Amazzonia dovrebbe essere considerato come “uno stimolo che porta alla conversione integrale”; che implica un cambiamento pastorale, culturale, ecologico e sinodale con l’obiettivo di “abbracciare e praticare fermamente il nuovo paradigma dell’ecologia integrale, la cura della casa comune e al suo interno la difesa dell’Amazzonia”. Ma esso è anche un “percorso tracciato per il nostro futuro pastorale nella regione latinoamericana”. Lo ha detto il presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam), mons. Miguel Cabrejos Vidarte, arcivescovo di Trujillo, nel videomessaggio di saluto inviato ai vescovi colombiani, che in questi giorni sono riuniti in assemblea plenaria per discutere della cura del creato, esprimendo la sua vicinanza spirituale e sottolineando che le questioni affrontate sono molto coerenti con le preoccupazioni della Chiesa in America Latina e nei Caraibi. Mons. Cabrejos è tornato a parlare sul clima di fiducia, comunione e preghiera vissuto al Sinodo, durante il quale sono stati chiesti allo Spirito i doni dell’ascolto, del discernimento e della capacità di dialogo, “virtù che dobbiamo coltivare con i nostri popoli”.
All’assemblea dei vescovi colombiani si è parlato anche del processo di rinnovamento che il Celam sta portando avanti al suo interno. A portare il suo contributo è stato il segretario generale dell’organismo, Juan Carlos Cárdenas Toro, vescovo ausiliare di Cali, il quale ha spiegato che nell’incontro di marzo con i presidenti e i segretari generali delle Conferenze episcopali sarà presentato un primo strumento di lavoro, evidenziando l’importanza dei contributi che vengono raccolti durante le assemblee dei vescovi.

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