Unimc, filo diretto con gli studenti Erasmus all’estero

Sono 26 quelli tornati in Italia. Risolto anche il caso della studentessa bloccata in Irlanda

Giorni intensi all’area internazionale dell’Università di Macerata. Gli uffici sono in costante contatto con i 130 studenti che allo scoppio della pandemia da Covid-19 si trovavano negli atenei europei partner per l’Erasmus per fornire loro adeguata assistenza. «Stiamo seguendo gli studenti uno ad uno, mantenendo un filo diretto con loro quotidianamente», specifica il rettore Francesco Adornato. Ad oggi, degli iniziali 172 ragazzi in mobilità per studio o tirocinio, ne sono tornati in Italia 26. La maggior parte di loro si trova in Francia, Spagna e Germania. Quasi tutte le Università europee stanno adottando la didattica a distanza, spingendo molti a rimanere nei paesi ospitanti.

Risolto anche il caso di una studentessa bloccata in Irlanda. «L’avevamo sentita anche nei giorni scorsi – racconta la delegata del rettore all’internazionalizzazione Benedetta Giovanola- ma la rapida evoluzione degli avvenimenti l’aveva comprensibilmente spaventata. L’abbiamo ricontattata e ricordato i canali da seguire, indirizzandola affinché potesse prenotare un volo, poiché aveva espresso la volontà di tornare in Italia. Potrà tornare in questi giorni. Invitiamo i nostri studenti e le loro famiglie a contattare il nostro Ateneo per qualunque informazione».

Gli addetti dell’Ufficio mobilità internazionale stanno monitorando costantemente gli Erasmus Unimc per supportarli in un momento in cui le difficoltà per il rientro aumentano di giorno in giorno, con voli cancellati e blocco dei trasporti. «Attraverso telefonate o e-mail – spiega Giovanola – in questi giorni abbiamo raggiunto tutti i nostri studenti per chiedere se volevano tornare così da poter gestire i rientri per tempo. Ma è un’emergenza continua, una situazione complessa ovunque. Per fortuna siamo riusciti a far tornare i nostri dalla Russia, prima che il Paese adottasse misure più restrittive in ingresso e in uscita. Cerchiamo di fornire ai ragazzi tutte le informazioni su come fronteggiare l’emergenza nel Paese di destinazione in base a quanto ci viene indicato dall’Ambasciata, dall’Unità di crisi della Farnesina o dalla Crui – la conferenza dei rettori italiani – con cui siamo sempre in contatto».

Il blocco dei rientri degli studenti Erasmus ha investito l’intero mondo universitario. Secondo i dati nazionali, i ragazzi interessati sono circa 47mila in tutta Italia. La Commissione europea ha informato che è possibile rientrare in Italia facendo valere una «causa di forza maggiore» per vedersi riconosciuta la borsa di studio ed eventuali rimborsi spese. La richiesta dovrà essere inoltrata entro il 20 aprile per i progetti del 2018 ed entro il 29 maggio per quelli del 2019.

L’Università di Macerata sostiene anche gli 80 studenti stranieri arrivati in città per il secondo semestre,che possono continuare a usufruire degli alloggi e delle attività didattiche a distanza. «Abbiamo spiegato loro – prosegue Giovanola – i comportamenti da tenere per fronteggiare l’emergenza e i provvedimenti presi dall’Ateneo. E’ stato consentito loro, nel caso in cui volessero tornare a casa, di beneficiare della didattica a distanza e della possibilità di sostenere gli esami on-line. Abbiamo, inoltre, inviato un’e-mail a tutte le sedi partner per informarle sulle misure prese dall’Ateneo».

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