di Giovanna Pasqualin Traversa

L’Italia in questo momento non ha bisogno di posizioni ideologiche ma di scelte pragmatiche e i voucher in agricoltura servono subito per continuare a garantire le forniture alimentari di cui il Paese ha bisogno e non far marcire i raccolti nei campi. È quanto afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, in riferimento alla lettera inviata dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo per chiedere al Governo di non modificare la normativa sui voucher in agricoltura nel momento della conversione in legge del decreto Cura Italia. “Stiamo vivendo una situazione eccezionale con l’intera filiera alimentare impegnata in prima linea a garantire cibo necessario alle famiglie italiane e che – sottolinea Prandini – rischia di mancare se non verranno assunti provvedimenti straordinari da attuare limitatamente alla durata dell’emergenza coronavirus. Opporsi oggi ai voucher significa assumersi la responsabilità domani di far mancare prodotti alimentari in negozi e supermercati ma anche di far perdere fonti di reddito integrative a categorie particolarmente colpite in questo periodo”. Nessuno, prosegue, “vuole destrutturare il mercato del lavoro agricolo”, ma “i voucher in agricoltura potrebbero consentire solo a cassaintegrati, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui peraltro scuole, università attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta”. Urgente, conclude, “il bisogno di manodopera, in una situazione in cui il blocco delle frontiere ha fatto venire meno improvvisamente la disponibilità di gran pare dei 370mila lavoratori stranieri dai quali dipende ¼ della produzione di Made in Italy alimentare”.

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