Home Chiesa Una Casa aperta sulle case: il Rosario in famiglia (e in tv)

Una Casa aperta sulle case: il Rosario in famiglia (e in tv)

Una Casa aperta sulle case: il Rosario in famiglia (e in tv)

«Cerchiamo, se possiamo, di utilizzare al meglio questo tempo… Anche se siamo isolati, il pensiero e lo spirito possono andare lontano con la creatività dell’amore. Questo ci vuole oggi: la creatività dell’amore» (papa Francesco, 3 aprile 2020).

Quello che ci indica papa Francesco è un amore creativo, che spinge a cercare nuove strade per essere annunciato, in questo tempo così difficile e particolare.

Fin dai primi giorni della chiusura totale, nella nostra Diocesi ci si è interrogati su come continuare ad essere comunità e su come accompagnare le famiglie che non possono partecipare alle celebrazioni liturgiche, cercando un modo per rendere le case luoghi e spazi di comunione. Per aiutare a vivere bene la domenica, giorno del Signore, in casa, sono stati predisposti dei sussidi per l’ascolto della Parola, con la proposta di alcune riflessioni e di alcuni gesti, che coinvolgono tutti i membri della famiglia.

La famiglia di Gigi ed Elisa

La Chiesa Domestica, tanto teorizzata e desiderata, non ha avuto bisogno di grandi piani pastorali per attuarsi. Sono bastati alcuni giorni di lockdown per darle corpo e vita. Infatti si è iniziato a pregare di più in casa, a seguire le messe celebrate in televisione, ad ascoltare i commenti quotidiani del Vangelo proposti da qualche bravo sacerdote.

Una bella iniziativa, molto ben accolta, è stata suggerita dal nostro vescovo Nazzareno. La proposta, molto semplice, prevede di coinvolgere alcune famiglie nella recita del S. Rosario da trasmettere ogni sera sulla nostra televisione diocesana Emmetv. La registrazione della preghiera è delegata alla famiglia che, con un semplice cellulare, riprende il momento della recita della decina del Rosario e condivide il video con l’emittente televisiva, che a sua volta provvede al montaggio dei misteri, con la sigla e alcune immagini.

Inizialmente l’equipe di pastorale familiare ha chiesto ad alcuni conoscenti di registrare le prime decine del Rosario, secondo un calendario stabilito. Bastavano venti famiglie con le quali completare un intero Rosario, che eventualmente sarebbe stato replicato nel palinsesto di Emmetv. Invece la proposta si è diffusa in modo incredibile, superando ogni aspettativa. Ciascuna famiglia ne ha coinvolte altre, creando una rete spontanea e viva e nel giro di pochi giorni il calendario è stato completato.

L’angolo bello

La bellezza di questa iniziativa scaturisce proprio dal gran numero di famiglie che stanno partecipando e dalla loro eterogeneità: ci sono infatti famiglie con bambini, altre con anziani, i quali rivivono momenti di un’infanzia lontana “quando si recitava il Rosario tutti insieme davanti al camino”, come hanno raccontato; ci sono poi coniugi soli oppure giovani coppie. Inoltre si prega tutti insieme, grandi e piccoli, giovani ed anziani. Si prega nel salotto di casa, o in cucina, comunque davanti ad un Angolo Bello, con la Bibbia aperta, una candela e un’icona o immagine della Madonna.

Molte famiglie hanno ripreso in mano il Rosario in un’orazione che ha coinvolto tutto il territorio diocesano, contribuendo a far sentire la nostra chiesa locale come un’unica grande casa, che la sera apre le sue porte per raccogliersi in preghiera, chiedendo la fine di questo tempo difficile, ringraziando per il dono della vita, aprendo il cuore alla speranza e alla comunione.

Sono state tante le manifestazioni di apprezzamento del Rosario televisivo. Una giovane mamma racconta dell’attesa che si crea nelle sue figlie per il momento di preghiera. Attendono di vedere chi pregherà, se ci saranno degli amici, oppure se ci saranno dei bambini. Per loro è un po’ un gioco, in questo tempo di reclusione, ma un gioco bello, che fa sentire unita la famiglia e la comunità, aiutando a sentirsi meno soli e meno lontani. In fondo si sta rimettendo al centro l’essenziale, ciò che nutre e dà vita, valutando “che cosa conta e che cosa passa” come ci ha detto papa Francesco lo scorso 27 marzo.

NUMERI, CURIOSITÀ, INFORMAZIONI

• L’esperienza doveva concludersi con la Pasqua, ma poiché da 20 famiglie iniziali siamo arrivati a 130 (circa, perché tante altre stanno chiamando), si è scelto di proseguire.

3 IDEE BASE

Semplicità dei mezzi: basta un cellulare, usato in orizzontale, per registrare il video della recita di una decina del Rosario. Il video viene inviato alla redazione di emmetv

Preghiera di tutti: si prega tutti insieme adulti e bambini, giovani e anziani.

Casa/Chiesa domestica: ogni sera cinque famiglie aprono la loro casa a tante altre famiglie, seppur in modo virtuale. È un po’ quello che si faceva nelle prime comunità cristiane!

COME FARE?

Se qualche famiglia volesse partecipare, può inviare una mail
a famiglia@diocesimacerata.it
oppure contattare i responsabili diocesani (Laura e Gabriele Cardinali)

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