Dpcm 4 maggio, il Consiglio Presbiterale: «Sostegno alla CEI e no ad azioni irresponsabili e individualistiche»

Riunito in videoconferenza con il vescovo Marconi il Consiglio Presbiterale dove sono rappresentate tutte le 20 Unità Pastorali. Tra i temi, le misure annunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte per la "Fase 2"

Il vescovo Nazzareno Marconi

Si è svolto questa mattina in videoconferenza, il Consiglio Presbiterale della Diocesi, in cui sono rappresentate tutte le 20 Unità Pastorali che la compongono. Il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi ha aggiornato tutti i preti sulle condizioni di salute dei sacerdoti più anziani e fragili, in particolare don Giuseppe Mari di Urbisaglia, ricoverato a Jesi che è finalmente tornato negativo al Covid e don Felice Prosperi, attualmente in Bolivia nella cittadina di El Alto, che ha superato la fase critica e dovrebbe presto anche lui tornare negativo.

Si è esaminata insieme la situazione delle parrocchie, dove si continua sia con internet che con altri mezzi a mantenere il contatto con i fedeli, anche attraverso la grande creatività di parroci, catechisti e giovani. Varie esperienze incoraggiano la preghiera, diffondono occasioni di catechesi, di confronto e di conforto a chi si trova in difficoltà spirituali e psicologiche. Questa situazione di grande prova sta perciò facendo emergere potenzialità ed energie, sarà un tempo di innovazione, di passaggio verso un servizio e una presenza della Chiesa Diocesana nel territorio più forte ed incisiva.

L’interazione tra parrocchie e Caritas sta crescendo in tutto il territorio diocesano e c’è un impegno comune a far ulteriormente crescere le situazioni di attenzione ed ascolto dei deboli e dei poveri. Ogni parrocchia è oggi più che mai una preziosa antenna ricevente e vicina alle situazioni di difficoltà, per intervenire e assistere, anche in collaborazione crescente con molte amministrazioni locali.

Si è poi aperto un primo provvisorio confronto sul nuovo Decreto del Governo Conte diffuso ieri sera e sulla presa di posizione della Cei in proposito. I nostri preti confermano il loro impegno per tutelare il bene della salute delle persone loro affidate, concordano con i Vescovi che la Chiesa, anche a livello locale ha collaborato con le istituzioni in maniera seria ed esemplare. In diocesi si è anche sopperito con grande impegno ad alcune lentezze e carenze della macchina organizzativa statale grazie alla rete solidale della Chiesa, facendo arrivare a tanti, dalle forze dell’ordine al comparto sanitario un quantitativo ingente: oltre 170.000 pezzi di mascherine ed altri presidi sanitari che scarseggiavano. Per questo non si comprende quella che sembra una scarsa disponibilità a valutare insieme con la Chiesa Italiana le modalità con cui nella Fase 2 si possa riprendere, pur con tutte le cautele necessarie, una azione pastorale più ampia da parte della Chiesa.

Non si tratta solo di celebrare la Messa, che ha un valore primario, ma anche di poter svolgere quel servizio di conforto, formazione ed aiuto anche materiale, che la Chiesa attua da secoli. Si contesta, a un certo approccio soltanto tecnico e sanitario, il fatto che il benessere di una popolazione non è fatto solo di aspetti materiali. L’uomo è anche un essere spirituale e dimenticarlo per una visione ideologicamente materialista della realtà, potrebbe portare a grandi sofferenze che non debbono essere sottovalutate.

La promessa fatta in extremis ieri sera dal presidente Conte di aprire un canale di interlocuzione con la CEI per elaborare insieme un protocollo che permetta di riprendere alcune attività di culto, carità e catechesi in condizioni di sicurezza, è stato valutato positivamente. Ma sia il Vescovo che i componenti del Consiglio Presbiterale Diocesano confermano compatti il loro sostegno all’azione della Chiesa italiana in questo ambito, stigmatizzando però al contempo quanti ne facessero un pretesto per dare inizio ad azioni irresponsabili ed individualistiche. Tutti siamo chiamati: fedeli e laici, a un maggiore impegno di maturità, di attenzione, di rispetto reciproco e capacità di dialogo e comprensione.

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