Fiere e mostre annullate. Berdini: «Settore a rischio fallimento»

L’allarme dell’imprenditrice: «Migliaia di posti di lavoro con l’incognita nel comparto degli eventi»

Dal mese di febbraio il Covid 19 ha imposto il rinvio, se non addirittura l’annullamento di tutte le fiere, gli eventi, le manifestazioni in programma mettendo in ginocchio l’intero comparto ed in seria difficoltà tutto il suo indotto. A lanciare l’allarme è l’imprenditrice Irina Berdini, titolare della Promotion Marketing srl che organizza manifestazioni presso i quartieri fieristici: «Avevamo due importanti fiere in programma presso il Centro fiere di Villa Potenza di Macerata, una i primi di marzo la Wild Nature Expo Salone Caccia e Ambiente e l’altra, la metà di aprile, la storica Expo Edile; per la prima fiera avevamo già predisposto tutto, pubblicità già uscita in tutti i quotidiani, nelle riviste di settore, la cartellonistica stradale ed inoltre tutti gli stand già allestiti; per la seconda l’80 % dei contratti già stipulati dalle aziende espositrici. È stato un danno ingentissimo, con perdite economiche che difficilmente avremo la possibilità recuperare».

«Il nostro settore è stato il primo a chiudere ed ancora non ci sono spiragli per una qualsiasi riapertura – continua Berdini –. Si tratta di una stagnazione che mette in pericolo non solo la nostra categoria di organizzatori ma tutto quel mondo di allestitori, falegnami, grafici, pubblicisti, commerciali che costituiscono l’anima e l’operatività delle fiere. Tutto ciò rende bene la drammaticità della situazione. Tutto il mondo che ruota attorno alle fiere conta migliaia di posti di lavoro ora a rischio, per questo chiediamo al Governo contributi a fondo perduto in quanto per il 2020 il nostro fatturato è stato addirittura azzerato, con grosse incognite su quando potremo
riprendere».

Ma c’è di più. «Quando si riapriranno i centri fieristici – puntualizza l’imprenditrice –
non sarà facile organizzare questo genere di manifestazioni sia per la disposizione del pubblico a partecipare sia per la difficoltà economica che incontreranno le aziende a promuoversi con le fiere».

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