Il servizio civile universale: resilienza e creatività contro il Covid-19

Se pur la crisi ci spaventa e ci immobilizza, il cittadino che si impegna e che ama il suo Paese, con resilienza e fantasia, si spende e accompagna quest’ultimo a rialzarsi con vicinanza e azioni

Il Covid-19 ha sicuramente sorpreso tutti noi, destabilizzandoci e costringendoci a prendere consapevolezza della nostra precarietà e con i nostri limiti. Non è certamente la prima emergenza che ci troviamo ad affrontare, sono passati solo 4 anni dal terremoto, ma la vita ci riserva ogni giorno una nuova avventura. Sicuramente il Servizio Civile Universale è di per sé un’esperienza nella quale mettersi in gioco e riscoprisi in tutte le proprie risorse e qualità, ma per i ragazzi che si sono trovati a vivere questo anno, lo sarà ancora di più. Infatti sarà per loro l’occasione di sperimentarsi come cittadini attivi. Se pur la crisi ci spaventa e ci immobilizza, il cittadino che si impegna e che ama il suo Paese, con resilienza e fantasia, si spende e accompagna quest’ultimo a rialzarsi con vicinanza e azioni.

In un primo momento il Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale ha concesso a tutti i giovani permessi straordinari che hanno consentito ai ragazzi di preservarsi dal virus e a noi di riorganizzarci e capire come fossero cambiati i bisogni. Proprio per questo, abbiamo ripensato e riadattato i nostri servizi alla luce di questo nuovo stato in cui ci troviamo a vivere. E così i nostri 6 civilisti, che non hanno mai smesso di rendersi disponibili per azioni di volontariato, dal 16 Aprile, sono di nuovo operativi, chi sul campo, ovviamente munito di tutti i presidi di sicurezza, chi in smart working, supportando le azioni della Caritas diocesana e delle associazioni/parrocchie loro sedi di servizio.

E allora buon avventura ragazzi, buon servizio e grazie per il vostro tempo.

Giulia Marzioni
Referente diocesana del SCU

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