Mof 2020: confermata la produzione del Don Giovanni e Il trovatore in forma di concerto

A luglio e ad agosto, nell’arena maceratese, due titoli operistici, di cui quello mozartiano in forma scenica con la regia di Davide Livermore

Sono state settimane di intenso confronto per tutti i teatri e i festival internazionali, con un dialogo costante fra organizzatori e artisti, fra istituzioni culturali e governative, in attesa delle disposizioni sulla riapertura dei teatri e sulla possibilità di realizzare spettacoli all’aperto e al chiuso. Il CdA dell’Associazione Arena Sferisterio, che segue sin dall’inizio con scrupolosa
attenzione l’evolversi dell’emergenza sanitaria e il progressivo ritorno a una fase di più
intensa socialità, ha quindi potuto compiere un passo avanti nella rimodulazione del
Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio con l’obiettivo di riuscire a garantirne lo
svolgimento compatibilmente con le normative previste adesso che sono arrivate le prime
indicazioni. Sabato 18 luglio andrà così in scena allo Sferisterio Don Giovanni di Wolfgang
Amadeus Mozart firmato dal regista Davide Livermore, con un calendario che segue le
repliche già previste per venerdì 24 luglio, domenica 2 agosto, sabato 8 agosto. A
queste quattro date si spera di aggiungere ulteriori repliche.

«In questo tempo di crisi sociale, economica e sanitaria causata dalla pandemia, – ha
dichiarato il Presidente dell’Associazione Arena Sferisterio Romano Carancini – abbiamo comunque sempre ed ostinatamente creduto che portare in scena la stagione 2020 del Macerata Opera Festival avrebbe costituito una dimostrazione di resilienza e un simbolo di speranza. Il CdA dello Sferisterio ha deciso di mantenere, seppur con alcune rivisitazioni, una programmazione musicale perché la volontà politica e amministrativa, verificati i presupposti tecnici, è quella di non deludere le aspettative della città e di non interrompere la sua tradizione di spettacolo più prestigiosa. Non sarà possibile mettere in scena tutto quello che era stato annunciato prima della pandemia, ma sono convinto che anche nella nuova proposta non manchino elementi di curiosità, attrattiva e rilevante valenza culturale. Disporre dello Sferisterio ci permette di essere fra i pochi, in Italia, a poter fare una stagione festivaliera, garantendo un’offerta di qualità sia ai cittadini sia a chi intende mantenere le prenotazioni per l’estate, sostenendo il turismo. Questo privilegio implica anche una forte spinta all’economia cittadina e una garanzia di impiego per tutti i lavoratori coinvolti nel sistema dei nostri spettacoli. Ora che #biancocoraggio del Macerata Opera Festival 2020 è realtà, intraprendiamo insieme questo itinerario inedito, sperimentale e affascinante».

«In queste settimane di emergenza sanitaria – ha sottolineato il vicepresidente Antonio
Pettinari – non è mai mancata la ferma volontà di organizzare il cartellone. Pur nelle
evidenti difficoltà di ogni genere, sia dal punto di vista organizzativo che gestionale ed
artistico, i due soci dell’Associazione Arena Sferisterio (Provincia e Comune di Macerata)
unitamente al CdA confermano i capisaldi del Macerata Opera Festival: spettacoli di
qualità e conti in ordine, con bilancio in pareggio. Quindi da una parte si è lavorato al
superamento delle difficoltà legate alle misure di contenimento del contagio e dall’altra a
una proposta culturale che, seppur ridimensionata, come ogni anno porti sul nostro
territorio appassionati, amanti della lirica, turisti, sia italiani, sia stranieri. Diamo così un forte segnale di ripresa per la nostra provincia, terra già in sofferenza per i sismi del 2016, e offriamo una risposta opportuna e utile, in un momento delicato per tutta la comunità. È indubbio che il festival rappresenti un aiuto diretto per la città, per le sue attività, per le maestranze che ci lavorano e per la promozione dell’intero territorio provinciale e regionale. Sono questi i pilastri culturali, economici, sociali che hanno caratterizzato in particolare gli ultimi nove anni, e che oggi rilanciamo con rinnovato vigore contro l’incertezza del futuro».

Gli altri due titoli originariamente previsti per il 2020 – la nuova produzione di Tosca di
Giacomo Puccini affidata alla regista Valentina Carrasco e Il trovatore di Giuseppe Verdi
nella edizione di repertorio firmata da Francisco Negrin – avranno una diversa collocazione: Tosca verrà riprogrammata per l’estate 2022, così da poter realizzare il progetto nella sua completezza e senza rinunciare alle coproduzioni previste in questo momento molto difficili da gestire; Il trovatore invece sarà proposto per due serate in forma di concerto, così da affiancare quest’estate al Don Giovanni. Date le restrizioni vigenti e considerate le ricadute economiche e logistiche, il CdA ha ritenuto impossibile la realizzazione dei tre titoli annunciati. Fra le motivazioni più evidenti: il distanziamento sociale implica una riduzione del pubblico in sala, con un conseguente calo di incassi di biglietteria che per lo Sferisterio sono una voce fondamentale del bilancio; la compresenza produttiva di tre titoli operistici non è possibile, data la scarsa possibilità di utilizzo dei luoghi di prova al chiuso.

«La parola chiave in questi mesi è stata “fiducia” – sottolinea il sovrintendente Luciano
Messi – «che insieme al “coraggio” che caratterizza il tema 2020, ci ha permesso anche
nei momenti più difficili di mantenere fermo il nostro obiettivo: realizzare il miglior festival possibile avendo come linee guida tre elementi insostituibili: la salute e la sicurezza di pubblico, artisti e maestranze, la sostenibilità e congruità economica dell’investimento e la qualità tecnico-artistica del prodotto. Desidero ringraziare tutti coloro che in queste settimane ci sono stati vicini con pazienza e grande spirito di collaborazione, spinti dal desiderio comune di realizzare un festival 2020 all’altezza della nostra storia e delle aspettative del pubblico».

La scelta di Don Giovanni deriva proprio dalla convergenza su questo titolo di alcuni fattori
determinanti in questo preciso momento storico: innanzitutto la necessità, connaturata al
repertorio, di un organico strumentale e vocale meno numeroso; poi l’allestimento di uno
spettacolo coprodotto (e in questo caso già pronto, ma ancora non presentato nella
versione ripensata appositamente per lo Sferisterio) anziché una nuova produzione, elemento che rischiava di comportare ritardi nella realizzazione e conseguenti problemi economici. Quindi uno spettacolo adatto agli spazi dello Sferisterio e comunque rimodulabile secondo le attuali esigenze e con un ampio margine di innovazione tecnologica che permetta ancora una volta al festival di presentare un progetto registico attuale.

«Niente scene ma un articolato e tecnologico sistema di proiezioni, ripensate rispetto al
debutto della produzione alle Chorégies d’Orange per renderle più adatte all’immensa
parete di fondo dello Sferisterio e per valorizzarla, per la prima volta, nella sua interezza – sottolinea la direttrice artistica Barbara Minghetti – «Questa la caratteristica principale
che posso anticipare dello spettacolo di Davide Livermore, regista italiano che ha firmato
le più recenti inaugurazioni scaligere e che siamo orgogliosi di avere in cartellone. La sua
sarà una regia impegnata nella lettura in chiave sociale della trama creata da Mozart e Da
Ponte: sulla scena, alcuni veicoli-simbolo come taxi gialli e carrozze si muoveranno
conducendoci attraverso una storia senza tempo in cui Leporello (metafora dell’uomo che
lavora) e il Commendatore (metafora della malavita) fanno da contraltare a un Don
Giovanni come sempre disinvolto e sicuro di sé».

Entro fine maggio sarà reso noto il nuovo programma del Macerata Opera Festival 2020
#biancocoraggio per il quale – alla luce delle disposizioni governative – sono necessari
ancora alcuni giorni di lavoro, considerati anche i limiti esistenti sugli spostamenti degli
artisti, la salvaguardia degli accordi presi e gli adeguamenti (in questa fase in evoluzione
quotidiana) necessari per accogliere i lavoratori e il pubblico in modo sicuro.
La vendita dei biglietti riprenderà l’8 giugno 2020.

I biglietti già acquistati per le date di Don Giovanni rimangono validi. Nelle prossime
settimane, gli acquirenti riceveranno indicazioni più precise via mail. I biglietti per gli altri due titoli saranno invece convertiti in voucher validi per 18 mesi dalla data di emissione e già utilizzabili per gli spettacoli 2020.

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments