Alcuni economisti hanno stimato che a causa della pandemia il movimento turistico in Italia quest’anno potrebbe produrre “numeri” simili a quelli della fine degli anni Settanta. L’estate 2020 sarà quindi solo una brutta, bruttissima copia di quelle che eravamo abituati a vivere con alberghi pieni, bar e ristoranti affollati, negozi aperti fino a tarda ora e soprattutto tanta gente in giro per assistere a spettacoli, concerti, eventi di ogni genere. Eventi che, oltre a promuovere sviluppo sociale, producono reddito. A soffrire di più sarà proprio il turismo legato agli eventi culturali e questo tiene sulle spine i tanti operatori economici di Macerata e provincia impegnati nel commercio, nella ristorazione, nei servizi, i quali per risollevarsi – dopo più di due mesi di fermo a causa della pandemia di Coronavirus – sperano negli eventi culturali che ogni estate pullulano su tutto il territorio, alcuni anche di grande richiamo turistico.

La decisione dell’Associazione Sferisterio di non annullare – come molti temevano – la 56ª stagione lirica di Macerata ha contribuito a tenere accesa la fiamma della speranza, ma sarà una “mini” stagione e, di conseguenza, porterà a Macerata molta meno gente di quella che negli ultimi anni eravamo abituati a vedere.

Delle tre opere previste (per complessive dodici serate) è stata confermata solo la messa in scena del “Don Giovanni” di Mozart (4 recite). “Il trovatore” sarà proposto per solo due serate in forma di concerto, mentre la terza opera, “Tosca”, slitta al 2022. Da parte del Consiglio d’amministrazione dello Sferisterio – come hanno spiegato il sindaco Romano Carancini, il vice presidente Antonio Pettinari e il sovrintendente Luciano Messi – c’era la volontà di non privare di questo evento la città e le migliaia di amanti dell’opera lirica, oltre che garantire (almeno in parte) occupazione alle centinaia di lavoratori stagionali. Ma c’è anche la necessità di fare i conti con le disposizioni sugli spettacoli all’aperto. Le norme sul distanziamento, infatti, influiscono sul lavoro degli artisti in palcoscenico e sulla presenza del pubblico. Gli incassi della biglietteria – ha sottolineato Messi – coprono un terzo delle spese e un conto è avere duemila spettatori per sera, un altro conto è averne massimo la metà. Tra i motivi per cui il CdA dello Sferisterio ha scelto di rappresentare il Don Giovanni figura la necessità di dover ricorrere ad un organico strumentale e vocale meno numeroso e, quindi, meglio gestibile sull’ampio palcoscenico dell’Arena maceratese.

In ordine di tempo, la prima tradizionale manifestazione estiva di grande richiamo a Macerata è Musicultura (terza settimana di giugno). Oltre alle tre serate finali allo Sferisterio, la rassegna conta decine di eventi collaterali che per sette intensi giorni vivacizzano il centro storico da mattina a sera. E a questi molto probabilmente si dovrà rinunciare. Una decisione – ha detto Giacomo Galassi, stretto collaboratore del direttore artistico Nannipieri – sarà presa tra fine maggio e primi di giugno quando saranno resi noti gli otto finalisti. In un modo o nell’altro, il programma legato al concorso canoro sarà comunque portato a termine.

Musicultura, che il 24 aprile aveva dovuto annullare il concerto dei 16 semifinalisti a Recanati, nella sua prima fase (le audizioni al teatro Lauro Rossi), è stata l’ultima manifestazione culturale che Macerata ha vissuto prima del blocco di ogni attività decretato l’8 marzo.

L’interruzione delle stagioni teatrali e musicali – tra questa “Appassionata” – ha comportato notevoli danni economici anche per tutto l’indotto dei servizi. La sola Orchestra Filarmonica Marchigiana, principale istituzione concertistica della regione e formazione stabile di diversi teatri, tra cui lo Sferisterio, ha dovuto annullare una trentina di eventi, tra cui una mezza dozzina nel Maceratese. A fine marzo – riferisce con rammarico il direttore artistico Fabio Tiberi – siamo stati costretti a rinunciare a una grande vetrina internazionale in cui avremmo avuto l’onore di rappresentare l’Italia e le Marche in particolare. Eravamo in cartellone alla Sala d’Oro del Musikverein di Vienna con un concerto incentrato su musiche di Rossini e Spontini.

In questi mesi – riferisce ancora Tiberi – i nostri orchestrali in pianta stabile hanno potuto usufruire del Fondo d’integrazione salariale, ma altri musicisti che collaborano con noi senza far parte dell’organico sono rimasti senza fonti di reddito. Per la stagione estiva – nell’impossibilità di realizzare grandi concerti – la Filarmonica marchigiana sta programmando una serie di serate con formazioni ridotte di orchestrali per portare la buona musica in cortili e piccoli spazi. Una soluzione, questa, che fa ben sperare a Daniele Massimi, presidente di “Musicamdo”, organizzatore di Macerata Jazz, rassegna prevista per la prima decade di luglio nel cortile di Palazzo Buonaccorsi.

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