Prima Messa con il popolo a Santa Maria in Selva dopo la morte di don Giuseppe Branchesi per Coronavirus il 19 aprile scorso. Tuttavia, non in sua “assenza”, perché forte è ancora la commozione nella comunità della frazione treiese per la dipartita del sacerdote. All’esterno della chiesa campeggia lo striscione affisso come ringraziamento per gli anni passati insieme, per la vita pastorale condivisa e gli insegnamenti profusi nelle molteplici attività avviate nel tempo. All’interno, vicino all’altare, una foto di don Peppe, come abitualmente veniva chiamato, sottolinea come non ci sia abbandono nella sua partenza ma soltanto un momento di lontananza prima dell’abbraccio al cospetto di Dio.

Significativo, in tal senso, che questa Messa di “passaggio” avvenga nel giorno in cui si celebra l’ascensione di Gesù al Cielo dopo la resurrezione. A celebrare l’Eucaristia, il nuovo parroco don Igino Tartabini, già insediato alcuni mesi fa a Chiesanuova di Treia, accolto con affetto dai fedeli.

“Ricordiamo il nostro fratello don Giuseppe – ha detto -, che ci illumina del Cielo in questa giornata ed è sempre in Comunione con noi, un raggio di sole che unisce Cielo e Terra e che ci invita a non disperarci ma a sperare attraverso la nostra fede. In questi giorni – ha aggiunto don Igino -, anche se la tristezza ci fa soffrire, c’è la certezza che staremo sempre insieme”.

Perfetta e senza sbavature anche l’organizzazione per l’ingresso in chiesa e al vicino salone, grazie ai volontari del comitato parrocchiale e secondo le disposizioni dettate dal protocollo firmato da CEI e Governo per la ripresa delle Messe con il popolo. Sono complessivamente 54 i posti a disposizione a Santa Maria in Selva: nel salone sono state installate due telecamere per assistere alla celebrazione senza il rischio di assembramenti. 

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