Sono circolate in questi ultimi giorni le drammatiche immagini, provenienti dall’Ucraina, di gruppi di neonati e bambini già di alcuni mesi, nati da madri surrogate, e che per la crisi relativa all’epidemia di Covid-19 non son stati “ritirati” dai genitori “acquirenti”, bloccati nei loro Paesi. Le immagini hanno mostrato un profondo senso di disagio e abbandono dei bambini. La separazione spesso forzata dalle loro madri alla nascita ha un grave impatto sul neonato. Vista la situazione in Ucraina, l’associazione non confessionale di protezione della vita Aktion Leben ha chiesto oggi un divieto internazionale per la maternità surrogata e un chiaro divieto nazionale in Austria. “Il fatto che i neonati non siano lasciati alle madri che li hanno partoriti dimostra ancora una volta che il benessere del bambino in maternità surrogata non è un fattore rilevante e che l’attaccamento” del bambino alla madre “è intenzionalmente impedito con questo metodo”, ha dichiarato Martina Kronthaler, segretaria generale di Aktion Leben. Le madri surrogate devono da subito evitare il rapporto affettivo ed emotivo durante la gestazione, ma è già successo che non volessero più separarsi dai bambini e questo dovrebbe essere previsto, continua Kronthaler. “Ciò che le immagini dell’Ucraina trasmettono è anche la dimensione della maternità surrogata che è un grande affare, che è portato avanti in maniera molto ‘professionale’ in Paesi in cui la povertà è alta e le disposizioni di protezione sono basse”.

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