Di fronte alle conseguenze sociali ed economiche che la pandemia Covid-19 sta provocando nel Paese, la Conferenza episcopale peruviana (Cep) ha presentato ieri, per mezzo della commissione creata ad hoc per l’emergenza, l’iniziativa di solidarietà “Date loro da mangiare” (Mt 14,16), con “l’obiettivo di coordinare e rafforzare tutto ciò che è stato fatto finora – attraverso le 47 giurisdizioni ecclesiastiche, congregazioni religiose e più di 1.540 parrocchie in tutta la nazione – per continuare a fornire la migliore assistenza possibile ai più vulnerabili”. Secondo i dati più aggiornati, in Perù ci sono 174.884 contagi (secondo Paese dell’America Latina e nono al mondo), con 4.767 decessi.
“La Chiesa cattolica – si legge nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa della Cep e pervenuto al Sir – è presente dal primo minuto dell’emergenza sanitaria, fornendo supporto, principalmente con cibo e medicine, alle famiglie più bisognose”. L’iniziativa di solidarietà “Date loro da mangiare” integrerà le azioni della Pastorale sociale, del Ceas (Centro ecclesiale di azione sociale), della Pastorale della Mobilità umana, della rete Caritas del Perù, delle congregazioni religiose, diocesi, parrocchie, associazioni.
L’iniziativa è anche una risposta della Chiesa del Perù alla richiesta del Papa e al grido dei poveri. L’iniziativa concentrerà i suoi lavori su cinque aree: aiuto umanitario; riflessione, accompagnamento, consapevolezza, formazione e spiritualità; comunicazione; incidenza e vigilanza sociale; comunione dei beni. Lo sguardo, dunque, non sarà rivolto solo all’emergenza, ma “si proietterà anche sul periodo post-pandemico, poiché le conseguenze di Covid-19 nel nostro Paese potrebbero causare gravi situazioni di denutrizione”.

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