“La violenza mentale della solitudine uccide gli anziani più del coronavirus. Per superare questa solitudine, la famiglia deve tornare a essere il luogo della solidarietà tra generazioni”. È il presidente della Federazione europea delle associazioni di famiglie cattoliche (Fafce), Vincenzo Bassi, che lo ha affermato nel contesto della Giornata mondiale di sensibilizzazione sugli abusi agli anziani (15 giugno). La pandemia di Covid-19 ha mostrato quanto siano vulnerabili gli anziani: per Bassi “servono nuove strutture di solidarietà” per superare gli attuali modi di cura di loro ed è “fondamentale rimuovere tutti gli ostacoli che le famiglie devono affrontare” quando hanno anziani vulnerabili da accudire. Secondo Bassi il tempo post-pandemia è “un’opportunità per rimodellare il modo in cui ci prendiamo cura degli anziani, riconoscere il loro prezioso ruolo nelle nostre comunità e riconoscere anche il valore economico” del lavoro di cura che fanno le famiglie e che “dovrebbe essere equamente premiato e incoraggiato attraverso politiche appropriate”. Fafce insieme alla Commissione degli episcopati dell’Ue (Comece) ha avviato un gruppo di lavoro ad hoc per preparare un documento di discussione sull’assistenza per le persone anziane, nel quadro delle sfide demografiche in Europa.

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