di Alberto Baviera

A livello congiunturale diminuisce l’occupazione dipendente in termini sia di occupati (-0,4%) sia di posizioni lavorative (-0,5%). Nel primo trimestre 2020 in base alle Comunicazioni obbligatorie (Co) rielaborate, le attivazioni sono state 2 milioni 554mila e le cessazioni 2 milioni 492mila. Lo certifica la “Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell’occupazione” diffusa oggi da ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Istat, Inps, Inail e Anpal.
Tra le posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo, la diminuzione congiunturale è dovuta al calo nell’industria in senso stretto rispetto (-0,3%, -12mila posizioni) e a quello più marcato nei servizi (-0,6%, -50mila posizioni).
Il lavoro indipendente, secondo la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat, continua a diminuire sia in termini congiunturali (-28mila occupati, -0,5%) sia su base annua (-49mila occupati, -0,9%).
La crescita congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti sulla base delle Co, sebbene rallentata, continua a riguardare le posizioni a tempo indeterminato (+94mila in un anno) mentre quelle a tempo determinato tornano a diminuire (-31mila) dopo la stabilità nel quarto trimestre 2019 e il calo nei tre trimestri precedenti. Queste tendenze continuano ad essere influenzate dal forte numero di trasformazioni a tempo indeterminato (+164mila). L’incidenza delle trasformazioni sul totale degli ingressi a tempo indeterminato (attivazioni e trasformazioni) sale dal 23,3% del quarto trimestre 2019 al 23,5% nel primo trimestre 2020.
Su base annua le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano un aumento nei dati delle Co (+405mila), in flessione rispetto ai tre trimestri precedenti (+525 mila, +523mila e +481mila); anche nei dati Inps-Uniemens la crescita è rilevante (+371 mila in un anno) e comunque in diminuzione in confronto ai precedenti tre trimestri.
Secondo i dati Istat della Rilevazione sulle forze di lavoro, rallenta l’aumento tendenziale dell’occupazione (+52mila unità, +0,2%) cui si associa la diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-467mila) e la crescita degli inattivi (+290mila).
Una riduzione è stata rilevata per il numero dei lavoratori in somministrazione e per quelli a chiamata o intermittenti.
Nei primi tre mesi del 2020 il Contratto di prestazione occasionale ha visto mediamente coinvolti, ogni mese, circa 14mila lavoratori (erano circa 19mila in media mensile nel 2019). La numerosità dei lavoratori pagati con i titoli del Libretto famiglia, ogni mese, è stata mediamente di circa 9mila unità nel 2019; tra gennaio e febbraio 2020 è stata simile, mentre a marzo c’è stato un rilevante aumento (35mila lavoratori) a seguito delle disposizioni del c.d. bonus baby-sitting.
Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il lockdown dovuto emergenza sanitaria per il Covid-19 ha fatto ridurre nel primo trimestre del 2020 il numero di infortuni sul lavoro, accaduti e denunciati all’Inail e le malattie professionali denunciate e protocollate.

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