Cambiare mentalità e stili di vita per cambiare l’economia

Applicare la lezione della "Laudato si'"

Luigino Bruni ci insegna con perseveranza che il capitalismo non ha eliminato il sacro nel mondo secolarizzato. Esso stesso è diventato una religione. La sua ultima forma, quella neo-liberista, è un culto seguito da miliardi di persone con i suoi dogmi: consumismo, incentivi, crescita illimitata, meritocrazia, massimizzazione dei profitti. I manager sono i suoi sacerdoti ossequiati, seguiti con pratiche sacrificali nelle loro comunità chiesastiche: le imprese. La cultura d’impresa entra nelle anime e viene assolutizzata.

Nella società post-moderna è profondo l’intreccio tra economia e religione, tra mercato e spirito. Cosa possiamo fare noi cristiani di fronte a questa idolatria? Possiamo trovare nella fede biblica una forte carica anti-idolatrica. Allora emergeranno, nella nostra vita, misericordia, gratuità, dono. Così troveremo l’antidoto alle tendenze distruttrici di una economia trasformata in idolatria.

L’homo oeconomicus ha radici religiose. Sta a noi cittadini e consumattori critici scoprirle nella religione neo-manageriale, vedi ad esempio nella gestione di alcuni casi recenti di sanità pubblica, per riscoprire la bellezza di una vita fondata sulla gratuità, sul sacrificio, sul dono, sulla fede biblica.

Il virus ci manda un messaggio dal cosmo: cambiare rotta, mentalità e stili di vita. Mettere al centro le persone, gli ultimi, i penultimi, gli invisibili e le comunità. Generare un grande impegno civico dal basso per la tutela della salute pubblica con medicina preventiva e territoriale, oltre a quella ospedaliera, vivere ispirandosi alla Laudato si’ cioè con ecologia integrale, fondare lo sviluppo sull’economia civile, circolare e di comunione, nel rispetto dei limiti naturali e dell’inclusione sociale, avviare la politica della cura delle ferite dell’umanità. Prima che sia troppo tardi. Prima di ricominciare a pensare… come prima.

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