di Filippo Passantino

“Il mondo sta combattendo una nuova malattia, ma uno degli strumenti più efficaci per prevenirne la diffusione è anche uno dei più basilari. Lavarsi le mani non è mai stato così fondamentale, non solo per combattere il Covid-19, ma anche per prevenire una serie di altre infezioni. Nonostante ciò, a circa 6 mesi dall’inizio della pandemia, le comunità più vulnerabili del mondo continuano a non avere accesso a servizi di base per lavarsi le mani”. Lo affermano Unicef e Oms, secondo cui la maggior parte delle persone nei Paesi meno sviluppati sono esposte a rischi immediati di contagio di Covid-19 a causa della mancanza di servizi per lavarsi le mani. Nei 60 Paesi a più alto rischio, 2 persone su 3 – 1 miliardo di persone in totale – non ha, a casa, servizi di base per lavarsi le mani con acqua e sapone. Circa la metà sono bambini. E ancora le due organizzazioni osservano che “troppo spesso anche scuole, cliniche, ospedali e altri spazi pubblici non hanno servizi per lavarsi le mani, mettendo a rischio bambini, insegnanti, pazienti e operatori sanitari”. A livello globale, secondo Oms e Unicef, due strutture sanitarie su 5 non hanno servizi per lavarsi le mani nei punti in cui viene prestata assistenza. “È una minaccia che non può essere sopravvalutata”. “Molti di coloro che non hanno accesso a servizi di base per lavare le mani vivono in condizioni sovraffollate e disastrose. Anche prima della pandemia, i bambini e le famiglie affrontavano ostacoli nell’accedere a servizi sanitari e igienici. Ora il grave rischio del Covid-19 rappresenta una minaccia di ulteriori sofferenze e diffusione di questa malattia letale”. Infine, l’invito alle istituzioni a “rendere i servizi per l’igiene delle mani accessibili a tutti”. “Per questo stiamo lanciando una nuova iniziativa globale affinché il mondo raggiunga quest’obiettivo: sostenere le comunità più vulnerabili con mezzi per proteggere la propria salute e l’ambiente”.

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