di M.Michela Nicolais

Il 30 giugno il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha incontrato gli ambasciatori degli Stati Uniti d’America e dello Stato di Israele “per esprimere la preoccupazione della Santa Sede circa possibili azioni unilaterali che potrebbero mettere ulteriormente a rischio la ricerca della pace fra israeliani e palestinesi e la delicata situazione in Medio Oriente”. Ne ha dato notizia, ieri sera, la Sala Stampa vaticana, ricordando che la Santa Sede ribadisce che – come aveva già dichiarato il 20 novembre 2019 e il 20 maggio scorso – lo Stato d’Israele e lo Stato di Palestina “hanno il diritto di esistere e di vivere in pace e sicurezza, dentro confini riconosciuti internazionalmente”. Di qui l’appello alle parti “affinché si adoperino a riaprire il cammino del negoziato diretto, sulla base delle rilevanti Risoluzioni delle Nazioni Unite, facilitato da misure che servano a ristabilire la fiducia reciproca” e, come ha auspicato Papa Francesco nell’invocazione per la Pace in Terra Santa nei Giardini Vaticani, l’8 giugno 2014, abbiano “il coraggio per dire sì all’incontro e no allo scontro; sì al dialogo e no alla violenza; sì al negoziato e no alle ostilità; sì al rispetto dei patti e no alle provocazioni; sì alla sincerità e no alla doppiezza”.

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