Si sono svolti regolarmente, al termine di tre mesi di didattica a distanza, gli esami di Stato della sezione carcere dell’Istituto agrario “Cesare Battisti” di Velletri (Rm). Tredici studenti hanno ottenuto il diploma di perito agrario e il più anziano di loro ha 71 anni. Da dieci anni l’istituto è presente all’interno della casa circondariale di Velletri e dal prossimo anno si aggiungerà una sezione con indirizzo alberghiero. “Sono corsi serali di educazione permanente agli adulti che si svolgono totalmente in carcere e coinvolgono un centinaio di studenti (il 40% stranieri) e circa venti docenti – racconta al Sir Antonino Marrari, docente referente della sede carceraria dell’Istituto agrario –. L’esperienza è frutto di un lavoro di squadra fra insegnanti e direzione e area educativa del carcere, che con lungimiranza investono su progetti di formazione anche per ridurre la recidiva”. L’esperienza di didattica a distanza nel carcere di Velletri è stata anche presa a modello dall’Ufficio scolastico regionale. “Al termine degli studi, c’è chi ci ha detto che il diploma è stato l’unico successo della propria vita e chi si è reso conto che abbandonare gli studi è stato il più grande errore”, prosegue Marrari. “Come insegnanti dobbiamo motivare ogni giorno gli studenti. Il nostro impegno è a offrire loro competenze per inserirsi nel mondo del lavoro. Purtroppo, però, nonostante la legge Smuraglia incentivi gli imprenditori ad assumere ex detenuti, molti non lo fanno perché i pregiudizi non spingono a dare una nuova possibilità a queste persone”, conclude.

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