di Filippo Passantino

“L’amore è il vaccino che ci libererà dalla pandemia che attenta ai nostri cuori”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefine, ieri, nel suo discorso alla città in occasione del Festino di santa Rosalia, pronunciato sul sagrato della cattedrale. “La pandemia, in una maniera bruciante, ci ha messi di fronte alla grande questione della divisione tra ricchi e poveri, tra Sud e Nord, tra pochi privilegiati e miliardi di sventurati – ha aggiunto il presule -. Il virus ci ha detto che non si può continuare così. Che un mondo così drammaticamente diviso è un mondo destinato a distruggersi”.
L’arcivescovo ha ricordato anche che “nella nostra Palermo la crisi della pandemia ha aggravato i problemi economici, provocando la perdita di posti di lavoro, acuendo la crisi delle piccole imprese, indebolendo i giovani e le famiglie, creando i presupposti per un nuovo fiorire dell’economia mafiosa, dell’imprenditoria criminale, che sguazza nel degrado e nel bisogno”. Di qui la consapevolezza che “se non cambieremo, se a Palermo il coronavirus diverrà una nuova grande opportunità per la mafia e la criminalità sarebbe un tragico scandalo e saremmo noi, tutti noi, i responsabili di questo scandalo”. “Fa’, Santuzza nostra, che da stasera noi siamo tuoi imitatori e non donne e uomini dello scandalo dell’ingiustizia e della disonesta ricchezza!”.

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