“Ogni vita ha sempre dignità”. Lo affermano l’arcivescovo di Buenos Aires, card. Mario Aurelio Poli, e gli altri vescovi dell’Arcidiocesi, in una nota diffusa in seguito all’approvazione, da parte dell’Assemblea legislativa della provincia di Buenos Aires, di un ordine del giorno con il quale si aderisce al progetto di legge del Governo per legalizzare l’interruzione volontaria di gravidanza. Una scelta che, secondo i vescovi, “contraddice le garanzie costituzionali a favore delle vite meno protette. Non siamo contro i diritti delle donne, ma a favore della vita nel modo in cui si manifesta, in ogni circostanza”. “Ci ferisce e ci addolora, che in mezzo al contagio mortale, nel quale tanti operatori sanitari e lavoratori nei servizi essenziali espongono e rischiano la vita per salvare quella dei fratelli, i legislatori ritengano opportuno far avanzare una legge, che non corrisponde certamente a ‘onorare la vita’, come a noi porteños piace ascoltare e cantare”. Prosegue la nota: “Il proclamato diritto ad abortire, in particolare delle ragazze adolescenti più vulnerabili, che, secondo le argomentazioni che vengono avanzate, non avrebbero altra scelta che andare ad abortire illegalmente, si oppone al desiderio di molte altre ragazze che si mettono in gioco per la vita”. “Capiamo che è in gioco la salute – scrivono ancora i vescovi dell’Arcidiocesi -, ma comprendiamo anche che la salute non può essere raggiunta scartando un altro essere umano. Ecco perché, per le donne che vivono nei quartieri più umili, l’aborto è vissuto come un dramma esistenziale, personale e comunitario. Qui segue un’intuizione molto profonda: non è umano favorire un debole contro un altro ancora più debole”.

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