Ma tu per chi fai le cose? È stato questo il leitmotiv che ha condotto l’esperienza di fraternità sacerdotale che insieme al vescovo Nazzareno 19 presbiteri e 5 seminaristi della nostra diocesi hanno vissuto dal 6 all’11 luglio in Val di Fassa, a Soraga, nella casa La Lum de Roisc.

Giorni intensi di fraternità, comunione, relax, preghiera, condivisione e svago. Il Vescovo ha condotto i sacerdoti a una riflessione concreta e interiore, pastorale e teologica, pragmatica e di visione aiutandoli alla condivisione e allo scambio vicendevole di esperienze e prospettive. Riflessioni che hanno guidato ogni giorno a entrare sempre più in contatto con il Dio di Gesù Cristo al quale il sacerdote ha risposto nella sua chiamata, al rapporto al popolo santo di Dio che ci è dato come dono da custodire e amare, alla relazione con il presbiterio diocesano, vera famiglia del sacerdote, e alla verità della relazione dei sacerdoti tra di loro.

I sacerdoti hanno avuto l’occasione di vivere un momento di fraternità intenso. Esperienze di passeggiate tra le alti cime delle Dolomiti, nei boschi e nelle valli accompagnati da un tempo spettacolare hanno contribuito ad allietare gli animi, gli spiriti e i corpi. Un momento davvero toccante è stato poter vivere da pellegrini nella parrocchia natale di Giovanni Paolo I, papa Luciani, a Canale d’Agordo (Bl): celebrazione nella parrocchia, visita alla casa natale e al museo allestito dal Comune proprio per far conoscere colui che è stato Papa per solo 33 giorni ma che ha segnato il popolo di Dio in modo indelebile come sacerdote, vescovo, cardinale e papa.

Ascoltare la storia di un prete diventato papa restando quel “don” che è stato sempre, sicuramente ha aiutato i sacerdoti a chiedersi: «Ma tu per chi fai le cose?» e vedere che è possibile farle veramente, profondamente e unicamente per il Signore. La settimana si è conclusa con un pellegrinaggio al Santuario della Vergine Maria a Pietralba, in Alto Adige: la Vergine Maria ha come suggellato l’esperienza dei nostri sacerdoti donando nuova forza e speranza per ritornare nuovi alla vita ministeriale quotidiana e immergersi con nuova spinta nella pastorale delle nostre realtà ecclesiali. Davvero momenti da non perdere quelli da poter vivere insieme nella comunione e nella verità. Lo stare insieme fa bene a tutti, anche ai sacerdoti!

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