Su quanto ha deciso il Consiglio europeo, ora “serve il confronto con il Parlamento” ma “lo spirito è costruttivo” rassicura il presidente del Parlamento europeo David Sassoli che già ieri ha incontrato i presidenti della Commissione, Ursula von der Leyen, e del Consiglio, Charles Michel, attesi domani nella sessione straordinaria del Parlamento. “Sono convinto che avremo risposte positive” rispetto alla revisione di tagli al piano finanziario pluriennale usciti dal Consiglio, “se il Parlamento saprà motivare le necessità”: “Stiamo lavorando nell’interesse di tutti”. Secondo quanto previsto dall’art. 324 dei Trattati, Parlamento, Commissione e presidenza di turno dovranno negoziare. E alle domande scettiche dei giornalisti sulla possibilità di successo del negoziato, Sassoli ha ricordato che nei mesi scorsi “questioni date per acquisite non lo erano affatto”, che era “tabù parlare di bond e risorse proprie”, come sia stata determinante la risoluzione del Parlamento in questo contesto. Per nulla sorpreso, anzi soddisfatto dei 5 giorni di confronto acceso tra i capi di Stato e di governo, Sassoli vede in questo “il verso spirito della democrazia, fatto di ascolto e compromesso”. Secondo il presidente la decisione assunta “rafforza la dimensione comunitaria e aumenta la capacità dell’Europa di camminare insieme”. Ma aggiunge: “Subito la Conferenza sul futuro dell’Europa, perché abbiamo bisogno di modifiche nel sistema istituzionale europeo per affrontare meglio il futuro”, per “superare l’idea che tutto debba essere risolto all’unanimità e che il veto possa fermare la democrazia”. Il Parlamento è “pronto per la Conferenza. Ora altri diano slancio a questa grande riflessione”.

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