di M. Michela Nicolais

Maschere di protezione, gel idroalcolico, sterilizzatori e respiratori, termometri infrarossi e altri strumenti.  A consegnarli agli ospedali della Costa d’Avorio sono stati la Conferenza episcopale italiana e la Caritas. La cerimonia si è tenuta ieri presso la parrocchia St. Laurent di Yopougon Kouté, affidata alla Comunità missionaria di Villaregia, e sede di uno degli ospedali beneficiari degli aiuti economici della Cei per fronteggiare la pandemia da Coronavirus. Alla cerimonia hanno presenziato, tra gli altri, il nunzio apostolico in Costa d’Avorio, mons. Paolo Borgia, e rappresentanti del ministero della Salute, dell’Organizzazione mondiale della sanità e le autorità amministrative della città ivoriana. Lo scorso aprile la presidenza della Cei ha stanziato 6 milioni di euro, ai quali sono stati aggiunti altri 3 milioni a maggio, per l’emergenza coronavirus in Africa e in altri Paesi poveri del mondo. Grazie a queste risorse, provenienti dai fondi per l’8×1000 alla Chiesa cattolica, sono state finanziate 381 iniziative in ambito sanitario e 160 in quello formativo.
In Costa d’Avorio, oltre alle misure preventive attuate dal governo ivoriano e dall’Oms, la risposta nazionale ha posto una forte enfasi sul sostegno e sul rafforzamento del sistema sanitario. La Cei la Caritas italiana hanno dato il loro contributo a questa iniziativa globale di contrasto all’emergenza Coronavirus, finanziando progetti sanitari nella capitale Abidjan e in altre città. Sono stati finanziati 10 progetti, di cui sono beneficiarie altrettante strutture sanitarie. Ognuna di esse – situate soprattutto nelle periferie e zone rurali – ha ricevuto tra i 10 e i 15mila euro, secondo il bisogno e il numero di posti letto della struttura. Sette di questi progetti sono stati accompagnati dalle Ong Avsi e Soleterre, e dagli enti ecclesiastici Comunità missionaria di Villaregia e Istituto missioni Consolata, realtà che operano in Costa d’Avorio da diversi anni attraverso progetti sviluppo e promozione umana.
“I 4 enti – spiega una nota – hanno raccolto l’invito della Cei a collaborare per ottimizzare gli aiuti e come segno di unità fra enti e organizzazioni che si riconoscono in un comune e condiviso servizio ai fratelli più poveri. Oltre alla dotazione di strumentazione sanitaria i 7 progetti promossi in rete dalle 4 organizzazioni hanno l’obiettivo di sostenere iniziative per la sensibilizzazione della popolazione, oltre alla formazione e alla preparazione del personale sanitario”.

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