di Gianni Borsa

In seguito alla devastante esplosione nel porto di Beirut avvenuta il 4 agosto, Caritas Ambrosiana lancia una raccolta fondi e stanzia un primo contributo di 20mila euro per sostenere gli aiuti alla popolazione. “Dal giorno dopo la tragedia – si legge in una nota della Caritas di Milano – che ha ferito la capitale del Paese dei cedri, la Caritas Libano ha iniziato degli interventi di emergenza. Ha distribuito 2.300 pasti caldi alle famiglie vulnerabili in tende di emergenza dove fornisce anche pronto soccorso medico e psicologico. Ha attivato numeri verdi per facilitare le richieste di assistenza e coordinare i volontari. Ha dotato gli operatori impegnati nel campo di dispositivi di protezione individuale e di mascherine per proteggersi dal Covid 19 ma anche dalla tossicità dell’atmosfera. Nel frattempo sta già allestendo le cliniche mobili accanto alle tende ed è pronta a lanciare un piano a lungo termine per la distribuzione dei kit alimentari e igienici”. Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, commenta: “Siamo profondamente addolorati per quello che è accaduto e in segno di vicinanza vogliamo sostenere i tanti operatori della Caritas Libano alla quale ci lega una relazione di amicizia che dura da anni”. Proprio in virtù di quella relazione, erano presenti a Beirut anche due volontarie del servizio civile all’estero “che fortunatamente, pur avendo subito gravi danni alla loro abitazione, sono incolumi e stanno bene”. Le iniziative di solidarietà e la raccolta fondi sono rintracciabili all’indirizzo www.caritasambrosiana.it.

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