di Antonio Maria Mira

A Casal di Principe le scuole potranno rispettare distanze e altre regole Covid grazie alle ville confiscate alla camorra. Sono, infatti, ben cinque gli edifici che erano dei boss dei “casalesi” ora utilizzati per ospitare istituti scolastici. L’ultimo è in ristrutturazione proprio per rispondere alle nuove disposizioni e sarà pronto per l’apertura dell’anno scolastico che la regione Campania ha stabilito per il 24 settembre. Una sesta villa si aggiungerà successivamente, per evitare più turni di lezioni. Con questi numeri il paese, purtroppo famoso per uno dei più potenti clan mafiosi, raggiunge un record assoluto in Italia, a conferma di una stagione di riscatto e rinascita.

“Ci interessa molto mandare il messaggio che l’istruzione è la vera strada per sconfiggere la camorra – ci spiega Marisa Diana, assessore comunale alla Pubblica istruzione, insegnante e cugina di don Peppe Diana, il parroco di Casal di Principe ucciso dai camorristi il 19 marzo 1994 -. I luoghi della camorra diventano luoghi di formazione. E con la formazione combattiamo la camorra”. È molto soddisfatta Marisa, unico dispiacere è che l’inaugurazione ufficiale del nuovo plesso scolastico dovrà slittare. Infatti il sindaco Renato Natale, esponente storico della lotta alla camorra, è ricoverato a Milano per il Covid-19. “Renato ha dimostrato di essere un combattente e vincerà anche questa battaglia – si dice certa l’assessore -. Non potevamo festeggiare senza di lui. Lo aspettiamo per festeggiare questa nuova importante realizzazione”. Intento nelle cinque ville, lussuose e pacchiane, un tempo luogo di sporchi affari, sono in corso i lavori di adeguamento (tramezzi abbattuti per avere più spazio) e abbellimento, tinteggiando le pareti con colori allegri adatti a bambini e ragazzi.

In particolare nella villa confiscata a Giovanni Lubello, genero di Francesco Bidognetti, “cicciotto ‘e mezzanotte”, uno dei superboss dei “casalesi”, inventore delle ecomafie. Qui si stanno ricavando tre nuove aule per la scuola Dante Alighieri, anch’essa realizzata nel 2008 in una villa confiscata, così come la segreteria della stessa scuola, e la materna Maria Montessori, mentre la scuola dell’infanzia intitolata al carabiniere Salvatore Nuvoletta, vittima innocente della camorra e medaglia d’oro al valor civile, è stata costruita ex novo su un terreno confiscato. Per la villa di Lubello il comune aveva chiesto alla regione un finanziamento di 150mila euro. Ma i fondi tardavano ad arrivare. Così ad aprile l’amministrazione comunale ha deciso di utilizzare 110mila euro dei fondi Covid del Governo, più 40mila comunali. Nel frattempo è intervenuto l’ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ora europarlamentare del Pd, dopo essere stato assessore regionale alla sicurezza e legalità. Da sempre vicino a Casal di Principe, da quando guidava la Dda di Napoli, e anche per questo cittadino onorario, Roberti è riuscito a sbloccare i fondi regionali che ora saranno utilizzati per riconvertire in scuola un’altra villa confiscata. Altro spazio per gli studenti. Intanto, come detto, si lavora per allargare le aule delle altre ville e per renderle più allegre. Un messaggio chiarissimo. E lo ha capito anche il governo che ha scelto proprio Casal di Principe e Corleone, altro luogo simbolo, per inviare i primi banchi adeguati all’emergenza.

Per ora trecento banchi assegnati dal commissario Domenico Arcuri, che arriveranno a 1.500. “Ringraziamo per questa attenzione – commenta l’assessore – ma ora mi aspetto ulteriori interventi in particolare per l’edilizia scolastica”. Qui a Casal di Principe mettono davvero in pratica quanto disse Nino Caponnetto, il “papà” del pool antimafia di Palermo. “La mafia teme la scuola più della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. Ancora di più in questa drammatica emergenza Covid, con le mafie impegnatissime a creare consenso, soprattutto tra giovani e famiglie.

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