di M. Chiara Biagioni

“Il mio augurio è che possano vivere in pienezza. La vita è sempre bella anche quando è difficile. Ci troviamo in un momento particolare che chiede sacrifici. Si dovranno portare le mascherine, ci saranno regole che andranno rispettate, non si potranno incontrare sempre e tutti gli amici insieme. Ma la vita è comunque bella. E il futuro è loro”. E’ l’augurio del cardinale Jean-Claude Hollerich, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) ai giovani che in Italia oggi cominciano l’anno scolastico e a chi in Europa è già da qualche giorno seduto ai banchi di scuola. “Vorrei dire a ciascuno di loro che Dio li ama e questo amore di Dio, se scoperto, è la cosa più importante nella vita, perché quando i punti di riferimento non ci sono più, quando vengono meno le gioie e le soddisfazioni, c’è sempre l’amore di Dio che ci accompagna”. Interpellato poi dal Sir sulla tragedia di Colleferro, il cardinale riflette: “Odiano perché pensano che per resistere si debba odiare. È la loro esperienza di vita. Noi dobbiamo far capire invece che non è vero. Che la criminalità distrugge il loro stesso avvenire. Bisogna dire: basta! Dire con forza: no, questa non è la strada”. E aggiunge: “Ma questo è un discorso che ci chiama dentro tutti. Abbiamo consegnato ai nostri giovani un mondo dove l’economia ha preso tutto lo spazio. Chi è rimasto ai margini dello sviluppo economico, non vede più senso alla loro vita e a quello che fanno. Bisogna quindi dire basta anche a quelli che mettono al centro del loro pensiero e del loro agire soltanto il profitto economico e non la persona umana”.

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