Ogni giorno ci sono dieci persone che si tolgono la vita nella regione nordica. Per questo il Comitato per il welfare del Consiglio nordico (organismo interparlamentare di Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Isole Faroer, Groenlandia e Åland) si è posto l’obiettivo di avviare iniziative di prevenzione e condivisione di buone pratiche per ridurre del 25% il tasso di suicidi entro il 2025. “Abbiamo la responsabilità comune di trovare risposte e soluzioni al motivo per cui così tante persone scelgono di togliersi la vita nella regione nordica”, ha affermato la presidente del comitato Bente Stein Mathisen, annunciando un “vertice nordico” per l’inizio 2021 e il rafforzamento della cooperazione tra i Paesi. Una ulteriore preoccupazione – espressa in una nota stampa del Comitato – è che l’isolamento, la disoccupazione e l’insicurezza causati dal Covid-19 possano portare a un aumento del numero di persone che si suicidano”. Particolarmente vulnerabili sono le persone con disabilità: “molti di loro hanno visto l’interruzione delle terapie e dei percorsi di aiuto e molti sono preoccupati per il futuro. Tutto questo ha un impatto negativo sulla loro salute mentale”, afferma Eva Franzén, direttrice del Nordic Welfare Center. Altro gruppo vulnerabile è quello dei giovani: secondo dati della Croce rossa norvegese, dall’inizio dei contagi di Covid 19 le telefonate di richiesta di aiuto da parte di giovani in preda all’ansia e alla paura sono cresciute del 35%.

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