“Quando ci rivestiamo di Gesù Cristo attraverso l’unità e la comunione, possiamo costruire più di un monumento. Il Redentore, a braccia aperte, ci insegna che possiamo avere un mondo di fratelli”. Sono le parole pronunciate lunedì scorso dal card. Orani João Tempesta, arcivescovo di Rio de Janeiro, che ha celebrato la messa nella festa di Nostra Signora di Aparecida sotto il monumento di Cristo Redentore, nell’ottantanovesimo anniversario della sua inaugurazione, avviando così le celebrazioni in vista del novantesimo. La celebrazione è stata un’occasione per fare riferimento alla recente enciclica di Papa Francesco, “Fratelli tutti”. “Da qualsiasi parte del mondo, chi vede l’immagine di Cristo Redentore, in cima al Corcovado, identifica immediatamente il nostro Paese”. Il monumento “ha molti simbolismi, uno dei quali è il mosaico di pietre che ricoprono il suo corpo. Dietro a ciascuna pietra ci sono i nomi delle persone che hanno contribuito a costruire il monumento”. Un riferimento, appunto, alla fraternità in Gesù Cristo.

L’arcivescovo ha sottolineato la necessità del dialogo e della comunione per vivere da fratelli: “In questi tempi, tempi di cambiamento, vediamo crescere ideologie e intolleranze che dividono e ostacolano la vita delle persone. C’è bisogno di convergenza per vivere da fratelli, a braccia aperte. Siamo chiamati a costruire insieme un mondo dove le persone possano vivere in fraternità, rispettando la diversità di idee, soluzioni e pensieri”.

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