Gian Paolo Di Raimondo, centocinquanta riflessioni per capire i nostri giorni

Internet ha rivoluzionato anche l’informazione, che si affida sempre meno alla carta e sempre più alla Rete. Oggi molti giornali nascono e muoiono con grande velocità direttamente sul web. Sono più economici per che li edita, purtroppo però anche molto più dispersivi. Poco male per le notizie di cronaca, destinate per lo più comunque all’oblio, ma un vero peccato per quegli autori che affidano ad Internet i loro approfondimenti su temi che – pur se ispirati a fatti contingenti – non perdono nel tempo la loro attualità.

Bene ha fatto, quindi, Gian Paolo Di Raimondo, anconetano di nascita, camerinese di adozione, a raccogliere in un corposo volume, “Si misero sulle sue tracce…” (Di Virgilio editore, Roma 2020, pp.428, € 12), gli articoli da lui scritti negli ultimi dieci anni sul sito internet di ispirazione cattolica diretto dal teologo don Giuseppe Pulcinelli, omelie.org. Il volume è anche una e sorta di viaggio a ritroso alla riscoperta del valore della carta stampata e del libro.

Di Raimondo saluta il Papa a Santa Marta (febbraio 2019)

Dopo cinquant’anni di vita lavorativa trascorsa con responsabilità di tecnico-informatico, inizialmente alla Olivetti, poi a General Electric, Philips e Siemens, una volta giunto per lui il tempo della pensione, Di Raimondo ha fatto riemergere il proprio lato “umanistico” già sviluppato in passato quando inviava articoli al settimanale della sua città, “L’Appennino camerte”, all’epoca diretto da monsignor Antonio Bittarelli.

Poi dal 2011 la nuova collaborazione col sito “omelie.org”, portata avanti contestualmente all’attività di volontariato nelle Caritas. Uno o due approfondimenti online ogni mese ispirati da eventi di cronaca, ma non solo. Oggi, letti tutti insieme, quegli articoli contribuiscono a riannodare dieci anni di “storia”, ma il loro valore sta nelle riflessioni che l’autore esprime in essi e che li fa rimanere sempre vivi ed attuali.

Nel libro sono stati ripubblicati nell’ordine cronologico inverso a quello in cui erano stati scritti per il sito internet. Il volume, infatti, si apre con un articolo del 15 maggio 2020 sull’amore secondo l’etica cristiana, che trae spunto dall’infaticabile lavoro di tanti medici e infermieri nella lotta alla pandemia da Civid-19 e si chiude con un articolo del 2 gennaio 2011 che – dalla notizia del trentacinquesimo soldato italiano ucciso in Afghanistan – pone una seria ponderazione sull’inutilità della guerra. Nelle quattrocento pagine che separano questi due approfondimenti troviamo tante altre riflessioni su temi come il matrimonio e la famiglia (il libro è dedicato a sua moglie Daphne), il rapporto tra scienza e fede, l’uomo e la natura, la vecchiaia e la sofferenza, le violenze sulle donne, l’antipolitica, il terrorismo, la politica come servizio al bene comune, meditazioni e ragionamenti sulle omelie di Papa Francesco e molto altro ancora.

Centocinquanta articoli, centocinquanta “approfondimenti”, tutto in un solo libro. Lo si può leggere aprendolo anche a caso e, pure per questo motivo, è da tenere a portata di mano. Ogni volta ci si può trovare qualcosa di cui si è alla ricerca, magari senza saperlo.

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