“È stata una notizia che ci ha colto alla sprovvista mentre eravamo ancora immersi nelle manifestazioni di cordoglio per la morte di Diego Armando Maradona. Un altro iconico e grande campione ci ha lasciato”. A dirlo al Sir è il giornalista e commentatore sportivo Bruno Pizzul, ricordando Paolo Rossi, ex calciatore campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982. “Paolo – racconta Pizzul – aveva legato il proprio nome all’epopea di Spagna, dove aveva vissuto momenti iniziali molto difficili come tutta la squadra, che portarono il commissario tecnico Bearzot e tutta la compagine azzurra al silenzio stampa e alla rottura con i giornalisti. Poi iniziò a segnare tutti quei gol che ci regalarono la vittoria del mondiale. È unanimemente riconosciuto come uno dei grandi campioni del secolo scorso, anche in virtù della sua struttura fisica. Era una specie di ‘uccellino fragile’ in un tempo di difensori arcigni e nerboruti. Eppure, con la sua astuzia e creatività, riusciva a beffarli spesso”. Tuttavia, per Pizzul, “ben al di sopra delle capacità di calciatore e della carriera, c’era l’uomo”. “Di Paolo – ha concluso – ci mancheranno infatti la sua cordialità, la sua amicizia e tutta la gioia che sapeva infondere a chi lo conosceva. In queste ore, sulle televisioni e sui social c’è un continuo profluvio di immagini che ritraggono il calciatore e l’uomo. E tutte lo immortalano con il sorriso. Paolo era così anche nella vita, sempre sorridente, anche nei momenti meno felici”.

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