Il 18 novembre 1320 con la Bolla “Sicut ex debito” papa Giovanni XXII eresse la diocesi di Macerata dando inizio a una storia che oramai annovera ben 700 anni.

Siamo perciò entrati ufficialmente nell’ottavo secolo della nostra vita diocesana. Questo anno centenario, segnato pesantemente dal Covid, non si è potuto aprire con cerimonie e celebrazioni solenni ed affollate ma deve essere il tempo della riflessione e dell’ascolto della vita e della storia. La Chiesa vive sempre nel tempo ed al passo degli uomini, e anche la nostra storia diocesana si è sviluppata interloquendo con le mentalità dei tempi, muovendosi tra le luci e le ombre che l’agire umano mescola sempre.

Nel nostro territorio diocesano il documento più antico che testimonia l’esistenza di un Vescovo e una Diocesi è nella menzione di un vescovo di Recina nel Concilio ariano di Rimini del 359. Dopo la distruzione da parte dei Goti all’inizio del V secolo dell’antica città di Helvia Recina la popolazione rifugiatasi sulle colline avrebbe dato origine ai due centri abitati di Macerata e Recanati. Nel 410 è testimoniata la presenza dell’ultimo vescovo Ricinate Claudio, che viene anche considerato il primo vescovo di Macerata, ma non ci sono documenti di questo titolo vescovile. Altrettanto antiche sarebbero le diocesi di Tolentino, Cingoli e Treia che vissero però alterne vicende con lunghi periodi di soppressioni ed accorpamenti, finché confluiranno gradualmente nella diocesi attuale di Macereta – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia.

La diocesi più antica attestata con certezza dal documento di erezione sarebbe Recanati, infatti fu eretta il 22 maggio 1240 con la bolla “Rectae considerationis” di papa Gregorio IX, ricavandone il territorio dalla diocesi di Numana. Seguirono varie vicende di soppressione e restaurazione finché ai primi del 1300 la città e le sue autorità amministrative aderirono al partito dei ghibellini trovando un valido oppositore nel vescovo Federico, che parteggiava per i guelfi fedeli al papa. Papa Giovanni XXII intervenne nel 1320, dapprima scomunicando i responsabili delle violenze contro il vescovo e sottoponendo la città di Recanati a interdetto ecclesiastico, poi il 18 novembre con la bolla “Sicut ex debito”, sopprimendo nuovamente la diocesi di Recanati ed erigendo al suo posto quella di Macerata, il cui primo vescovo fu lo stesso Federico, trasferito da Recanati.

Perciò la data del 18 novembre 1320 divenne l’atto di nascita certo della diocesi di Macerata, che da subito comprendeva anche il territorio di Recanati. La successiva vittoria del partito Guelfo su quello Ghibellino appianò le discordie e permise nuovamente la restaurazione della diocesi di Recanati con bolla di papa Innocenzo VI dell’8 gennaio 1356. In quella occasione però il Pontefice decise di unire “aeque principaliter” la sede Recanatese con quella di Macerata. La nostra Diocesi unita in origine era immediatamente soggetta alla Santa Sede e si estendeva fino al mare comprendendo, con Recanati, anche il territorio di Loreto. L’unione perdurò fino a marzo 1586 quando fu creata la diocesi di Loreto comprensiva della regione di Recanati. Quindi per quasi 3 secoli, pur con brevi interruzioni, dall’inizio del 1300 alla fine del 1500 la diocesi di Macerata fu unita a Recanati e con essa custode della Santa Casa. Si può quindi ritenere la diocesi di Helvia Recina come l’originaria sede episcopale del nostro territorio e la data del 18 novembre 1320 simbolica del ritorno a una unità diocesana in piena obbedienza al Papa e sotto un solo vescovo, di quei discendenti di Helvia Recina che si erano divisi in Maceratesi e Recanatesi.

Nel corso della storia si avranno alterne separazioni e fusioni, ma questo settimo centenario ha il valore di ribadire una significativa unione del nostro territorio, che sempre più dovrà ispirare il cammino futuro. Questo squarcio di storia locale mi sembra illuminare la vocazione storica della nostra Diocesi, che è prosperata sempre nei momenti in cui si rafforzava: l’unione umana e spirituale di tutto il territorio, il legame particolare di affetto al Papa e la devozione al Santuario Lauretano verso il quale tutti guardano con affetto di predilezione. Buon Centenario a tutti.

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