Covid-19: Conte firma il nuovo Dpcm, norme in vigore da domani al 5 marzo

Il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm del 14 gennaio 2021 contenente le misure per il contrasto e il contenimento dell’emergenza da Covid-19. Ne ha data notizia poco fa Palazzo Chigi. Il nuovo provvedimento prevede che le disposizioni contenute si applicano dalla data del 16 gennaio 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020, e sono efficaci fino al 5 marzo 2021.
Viene confermato il “coprifuoco” dalle 22 alle 5 del giorno successivo, periodo nel quale sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento tra i territori di diverse Regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.
Rimangono chiuse palestre, piscine, centri natatori, impianti sciistici, centri benessere, centri termali, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, sale da ballo e discoteche. Aperti, invece, i musei e gli altri istituti e luoghi della cultura dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, garantendo una fruizione contingentata o esente da assembramenti.
I servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) rimangono aperti dalle 5 fino alle 18, con consumo al tavolo consentito per un massimo di quattro persone commensali, salvo che siano tutti conviventi; dalle 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Per le scuole superiori è previsto che dal 18 gennaio 2021, almeno al 50% e fino a un massimo del 75% della popolazione studentesca sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte dell’attività didattica è svolta tramite il ricorso alla didattica a distanza.

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