di Laura e Gabriele Cardinali

Quando è stato progettato il cammino diocesano della Pastorale familiare, si prospettavano incontri gioiosi di famiglie e bambini all’Oasi Buon Pastore di Macerata. Le coppie della Bibbia avrebbero accompagnato il percorso con la mediazione di tanti amici, primo dei quali il nostro vescovo Nazzareno. Il peggiorare della situazione legata alla pandemia ha costretto l’équipe diocesana ad interrogarsi: sospendere tutto o trovare nuove idee per dare continuità al cammino? Così, dopo una prima esperienza con il “Ritiro online” del weekend precedente il Natale, dove in piccolo abbiamo sperimentato per la prima volta le stanze virtuali, sono state accolte le richieste delle famiglie di allargare il metodo agli incontri mensili. Con l’aiuto di una piattaforma web e di alcuni amici ben preparati, si è riusciti a organizzare un incontro che ha previsto non solo la relazione di un esperto, ma anche alcune attività di confronto realizzate in piccoli gruppi, appunto nelle “stanze”.

Monsignor Claudio Giuliodori, vescovo emerito della nostra diocesi, nonché assistente ecclesiastico dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ci ha accompagnato nel debutto di questa nuova formula di incontri per le famiglie. Una modalità che entra realmente nelle case, rendendole parte di una comunità più ampia, che va oltre il confine della parrocchia o del proprio paese. Una comunità non virtuale, anzi molto concreta, che condivide l’ascolto della Parola e la vita vissuta, pur restando nel proprio salotto. Una comunità aperta, desiderosa di scambiare sguardi e sorrisi (considerato che di più non è possibile fare), di conoscere nuovi amici, di ritrovarne di vecchi. Monsignor Giuliodori ha presentato la storia di Giacobbe e Rachele, individuando otto temi con i quali i gruppi si sono confrontati nelle “stanze”, riportando poi in plenaria il frutto della condivisione. Una storia complessa quella di Giacobbe e Rachele, fatta di affetti, legami, generatività e genitorialità. Ma anche storia di terre, comunità, imprenditorialità, politica e società, spiritualità e luoghi di culto.

Abbiamo così scoperto come le coppie della Bibbia abbiano qualcosa da dire alle famiglie di oggi: queste storie di vita vissuta portano insegnamenti e parole sapienti molto attuali. Toccano tutti i temi della vita umana, non nascondendo la fatica e le fragilità dell’uomo e della donna. Come ha detto il vescovo Giuliodori: «Nel realismo biblico nulla della fragilità e della cattiveria umana viene occultato, ma in tutto emerge la possibilità di riscatto e di rinnovamento con il sostegno della misericordia divina. Non dobbiamo leggere questo testo con le nostre categorie morali e culturali, ma cogliere il significato teologico e spirituale che soggiace al racconto nella logica della Storia della Salvezza che ha il suo compimento in Cristo».

E proprio la spiritualità nascosta tra le pieghe di questo racconto biblico ha fatto da specchio alla vita di tante famiglie che domenica 17 gennaio si sono collegate online con l’evento organizzato dalla Pastorale familiare. Con una media di circa novanta contatti (alcuni dei quali con piccoli gruppi di famiglie collegate) abbiamo superato ogni aspettativa di partecipazione. Certamente il trovarsi in zona arancione, quindi nell’impossibilità di muoversi dal proprio comune, ha favorito il desiderio di partecipare. Resta la bellezza di tante famiglie che si sono incontrate e ritrovate, con i vescovi Nazzareno e Claudio, con i sacerdoti che le accompagnano, con gli amici di sempre e con quelli nuovi. Esperienza di Chiesa online, eppure vera e vivace. Una comunità che si sta interrogando di fronte a tante fatiche e che cerca di vivere l’oggi, perché il domani è complicato da decifrare. Proprio come l’esperienza di Giacobbe: in una trama complessa, e a volte intrecciata, Dio passa e soprattutto parla. Anche le famiglie della diocesi di Macerata vogliono mettersi in ascolto, in questo tempo confuso, e lo hanno fatto ancora, domenica 14 febbraio, quando si è tenuto un nuovo incontro, sempre online, con don Bernardino Giordano, responsabile della pastorale familiare per il Santuario di Loreto. Accompagnate dalla vivacità di don Bernardino le coppie hanno assaporato il gusto di sentirsi amate da Dio: “Che cos’è la coppia perché te ne ricordi? … e la famiglia perché te ne curi?”.

Un Dio che seduce e attrae a sé, che insegna l’arte della relazione e della scelta. Perché si comincia con l’innamoramento, il turbamento e le farfalle nello stomaco, ma poi l’amore è una scelta continua e personale, non sempre facile ma possibile, se è nutrita da tanti piccoli gesti di cura quotidiana.

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