Tre anni fa, era il febbraio 2018, avevamo considerato in queste pagine la possibilità di trasmettere le dirette streaming e Tv in parrocchia come un’opportunità. Ora, a causa del Covid. quella che si considerava appunto un’opportunità è divenuta una necessità per permettere a chiunque di assistere alle funzioni religiose. Sebbene sia pacifico che la modalità online non sostituisce a pieno la partecipazione in presenza, è un modo efficace per mantenersi in contatto con la Parrocchia se motivi di salute oppure il timore di contagiarsi impediscono di andare a Messa.

In questi ultimi mesi le parrocchie hanno cercato in tutti i modi di “arrangiarsi”, in maniera più o meno professionale, per poter trasmettere. Molti con i telefoni, altri con le telecamere di sorveglianza e altri ancora con delle telecamere specifiche. Software per il live streaming come OBS o piattaforme di videoconferenza come Zoom sono ormai diventati pane quotidiano in tante comunità. Però non sempre la qualità audio e video è stata delle migliori. Vorrei quindi soffermarmi su questo aspetto: data la premessa fatta e considerato che non è dato sapere quando la pandemia sarà definitivamente superata, risulta ormai cruciale porsi come obiettivo uno standard qualitativo accettabile, sia a livello video che audio, per far sì che il fedele si senta “in parrocchia” il più possibile.

Nel 2018 si proponeva una soluzione che sfruttando l’impianto di sorveglianza permettesse anche la trasmissione in diretta. Dopo varie sperimentazioni ho riscontrato che associare i due aspetti non è l’ideale in termini di qualità, in quanto i rispettivi prodotti partono da presupposti diversi. Parlando un po’ generalmente, le telecamere di sorveglianza hanno una qualità dell’immagine inferiore (e meno personalizzabile) a prescindere dalla risoluzione; non dispongono di solito di zoom ottico e per la maggior parte dei casi richiedono l’utilizzo di un encoder hardware o software che trasmetta il flusso audio-video su YouTube piuttosto che su Facebook. Le telecamere pensate per le videoconferenze di contro sono poco adatte per la videosorveglianza, perché difficilmente sono in grado di riconoscere i movimenti e non dispongono di visione notturna con infrarossi.

Per trasmettere decorosamente le liturgie sarebbe opportuno utilizzare una telecamera che disponga delle seguenti caratteristiche: risoluzione Full HD o superiore; Zoom ottico e non digitale; modalità di controllo da remoto tramite app, oppure con telecomando; possibilità di trasmettere direttamente su YouTube o Facebook senza necessità utilizzare encoder software o hardware.Questa potrebbe essere la dotazione base (in grado di soddisfare le esigenze della maggior parte delle parrocchie), poi si possono allestire sistemi più complessi, ad esempio con più telecamere. In questo caso ci sono varie modalità di gestione, ad esempio utilizzando un mixer video hardware oppure software, utilizzando il protocollo NDI – Network Device Interface.

Ecco la domanda che i parroci arrivati a questo punto mi farebbero: sì ma quanto costa? In base a quanto affermato nell’introduzione, è necessario che la mentalità compia un passo avanti, riconoscendo che si tratta di un servizio svolto per i fedeli. Una trasmissione poco curata (video poco definito, audio soffocato o con rimbombo…) di durata che si avvicina a un’ora, risulta difficile da seguire. Per realizzare un impianto del tipo suggerito non basta qualche centinaio di euro, ma non è neanche necessario spenderne migliaia per avere una soluzione base ma tale da consentire risultati decorosamente professionali. Bisogna considerare inoltre che se si acquista una telecamera di sorveglianza di discreta qualità, il prezzo non sarà poi così basso e andrà comunque aggiunto un encoder (banalmente un computer).

Per qualsiasi chiarimento o valutazione il Servizio Informatico diocesano rimane a disposizione al numero 0733.1992910 e tramite e-mail a informatica@diocesimacerata.it

Print Friendly, PDF & Email

Comments

comments