Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo

Preghiamo i salmi con S. Giovanni Paolo II

CANTICO DI SAMUELE (1SAM 2,1-10)
«Il mio cuore esulta nel Signore, la mia fronte s’innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici, perché io godo del beneficio che mi hai concesso. I sazi sono andati a giornata per un pane, mentre gli affamati
han cessato di faticare. La sterile ha partorito sette volte e la ricca di figli è sfiorita. Il Signore fa morire e fa vivere, scendere agli inferi e risalire. Il Signore rende povero e arricchisce, abbassa ed esalta.

Nel racconto del Primo Libro di Samuele, è Anna la persona che intona questo inno, dopo aver offerto al Signore il suo bambino, il piccolo Samuele. Questi sarà profeta in Israele e segnerà con la sua azione il passaggio del popolo ebraico a una nuova forma di governo, quella monarchica, che avrà come protagonisti lo sventurato re Saul e il glorioso re Davide. Alle spalle Anna aveva una storia di sofferenze perché, come dice il racconto, il Signore le aveva “reso sterile il grembo”. Nell’antico Israele la donna sterile era considerata come un ramo secco, una presenza morta, anche perché impediva al marito di avere una continuità nel ricordo delle successive generazioni, un dato importante in una visione ancora incerta e nebulosa dell’aldilà. Anna, però, aveva posto la sua fiducia nel Dio della vita e aveva pregato. E Dio accolse il grido di questa donna umiliata, donandole appunto Samuele: il tronco secco produsse un germoglio vivo (cfr Is 11,1); ciò che era impossibile agli occhi umani era divenuto una realtà palpitante in quel bambino da consacrare al Signore. Il canto di ringraziamento, fiorito sulle labbra di questa madre, sarà ripreso e rielaborato da un’altra madre, Maria che, rimanendo vergine, genererà per opera dello Spirito di Dio. Infatti, il Magnificat della madre di Gesù lascia scorgere in filigrana il cantico di Anna che, proprio per questo, è chiamato “il Magnificat dell’Antico Testamento”. È facile infatti sentire in questa antica preghiera il filo conduttore delle sette azioni che Maria vede compiute nella storia da Dio Salvatore: “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi…, ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele suo servo” (Lc 1, 51-54).

Una storia per pensare…
Tanto tempo fa, in una terra lontana, viveva una giovane che amava tantissimo il suo bel giardino.
Un giorno, un vecchio saggio le disse: “Quando sei nata ho promesso a tua madre che avrei esaudito un tuo desiderio. Perciò dimmi, che cosa desideri ed io lo farò”. La giovane pensò a tutte le cose che l’uomo le avrebbe potuto donare, ma niente prometteva la felicità e lei era felice della sua vita così com’era. Alla fine disse: “Fà che io possa vivere per tutta la vita in questo bel giardino”. L’uomo annui e così fu. Passarono gli anni. La giovane divenne una ragazza molto bella. Un mattino, mentre passeggiava si trovò davanti un giovane che non aveva mai visto prima. Egli la prese per mano e le disse gentilmente: “Sono il principe di una terra lontana. Vuoi sposarmi e venire con me? Ricacciando le lacrime, rispose: “Se…se potrò, verrò con te. Ma può darsi che non mi sia possibile andarmene. Tempo fa un saggio si offrì di esaudire un mio desiderio e io scelsi di vivere tutta la vita in questo giardino”. Vinti i dubbi, alla fine sposò il principe quello stesso giorno e insieme cavalcarono verso il suo paese. Finalmente dopo settimane di viaggio, arrivarono nel paese lontano. Il palazzo era bello, ma intorno c’era il deserto, una immensa distesa di sabbia dorata. Quella notte la giovane pianse pensando al posto terribile in cui il suo amore l’aveva condotta. Ma il mattino seguente si affacciò alla finestra e vide il suo stupendo giardino che l’aveva seguita. Coltivati un giardino interiore. Coltivati una vita interiore: ti accompagnerà ovunque. E sarà la tua forza per vivere…

La voce del Santo della dolcezza
Piantate nel vostro cuore Gesù Cristo crocifisso, e tutte le croci di questo mondo vi sembreranno delle rose. Coloro che sono punti dalle spine della corona del Signore…non sentono altre ferite (san Francesco di Sales)

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