Mercoledì della quinta settimana di Quaresima

24 marzo 2021

«Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».

Preghiamo i salmi con S. Giovanni Paolo II

SALMO 79 (79,2-5.8-10.13.15)
Tu, pastore d’Israele, ascolta, tu che guidi Giuseppe come un gregge. Assiso sui cherubini rifulgi davanti a Efraim, Beniamino e Manasse. Risveglia la tua potenza e vieni in nostro soccorso. Signore, Dio degli eserciti, fino a quando fremerai di sdegno contro le preghiere del tuo popolo? Rialzaci, Dio degli eserciti, fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi. Hai divelto una vite dall’Egitto, per trapiantarla hai espulso i popoli. Le hai preparato il terreno, hai affondato le sue radici e ha riempito la terra. Perché hai abbattuto la sua cinta e ogni viandante ne fa vendemmia?
Dio degli eserciti, volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna.

La prima parte del salmo adopera un celebre simbolo biblico, quello pastorale. Il Signore viene invocato come “pastore d’Israele”, colui che “guida Giuseppe come un gregge”. Dall’alto dell’arca dell’alleanza, assiso sui cherubini, il Signore guida il suo gregge, cioè il suo popolo, e lo protegge nei pericoli. Nella seconda parte della preghiera, densa di tensione e insieme di fiducia, troviamo un altro simbolo caro alla Bibbia, quello della vigna. È una immagine di facile comprensione, perché appartiene al panorama della terra promessa ed è segno di fecondità e di gioia. Come insegna il profeta Isaia in una delle sue più alte pagine poetiche (cfr Is 5, 1-7), la vigna incarna Israele. Essa illustra due dimensioni fondamentali: da un lato, poiché è piantata da Dio (cfr Is 5, 2; Sal 79, 9-10), la vigna rappresenta il dono, la grazia, l’amore di Dio; dall’altro, essa richiede il lavoro del contadino, grazie al quale produce uva che può dare vino, e quindi raffigura la risposta umana, l’impegno personale e il frutto di opere giuste. I Padri della Chiesa saranno unanimi nell’indicare nella vigna evocata dal Salmo una prefigurazione profetica di Cristo “vera vite” (Gv 15, 1) e della Chiesa. Il Salmo 79 è un canto fortemente segnato dalla sofferenza, ma anche da un’incrollabile fiducia. Dio è sempre disposto a “ritornare” verso il suo popolo, ma è necessario che anche il suo popolo “ritorni” a Lui nella fedeltà. Se noi ci convertiremo dal peccato, il Signore si “convertirà” dalla sua intenzione di castigare: è questa la convinzione del Salmista, che trova eco anche nei nostri cuori, aprendoli alla speranza.

Una storia per pensare…
Un fiume, durante la sua tranquilla corsa verso il mare, giunse a un deserto e si fermò. Davanti ora aveva solo rocce disseminate di anfratti e caverne nascoste, dune di sabbia che si perdevano nell’orizzonte. Il fiume fu attanagliato dalla paura. “È la mia fine! Non riuscirò ad attraversare questo deserto. La sabbia assorbirà la mia acqua e io sparirò! Non arriverò mai al mare. Ho fallito tutto!” si disperò. Lentamente, le sue acque cominciarono a intorpidirsi, il fiume stava diventando una palude e stava morendo. Ma il vento aveva ascoltato i suoi lamenti e decise di salvargli la vita. ”Lasciati scaldare dal sole, salirai in cielo sotto forma di vapor acqueo. Al resto penserò io!” gli suggerì. Il fiume ebbe ancor più paura. “Io sono fatto per scorrere fra due rive di terra, liquido, pacifico e maestoso. Non sono fatto per volare per aria”. Il vento rispose: “Non aver paura. Quando salirai nel cielo sotto forma di vapor acqueo, diventerai una nuvola. Io ti trasporterò di là del deserto e tu potrai cadere di nuovo sulla terra sotto forma di pioggia, e ritornerai fiume e arriverai al mare”. Ma il fiume si fece vincere dalla diffidenza e dalla troppa paura. Non ascoltò il vento e così fu divorato dal deserto. “Chi saprà perdere la propria vita per Me la salverà”, ha detto Gesù.

La voce del catechismo
Gesù Cristo è la Parola di Dio, l’Assoluta Verità. Egli ci porta la buona notizia che siamo amati da Dio. Noi possiamo accogliere Dio come Padre e gli altri come fratelli; ci sentiamo liberi dalla solitudine e dall’ossessione del successo ad ogni costo. La vera libertà non è quella dell’affermazione egoistica di sé, ma quella di amare (dal Catechismo degli adulti)

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