Con la domenica di Passione, detta anche Domenica delle Palme, ha inizio la settimana Santa. Non si tratta di un tempo di “ripasso” dei fatti storici che stanno alla base della nostra salvezza, ma di un approfondimento che la Chiesa ci propone sul significato che questi fatti hanno per la nostra vita. La liturgia ritiene perciò importante proporci per due
volte il racconto completo della passione di Gesù: in questa domenica alternando i tre vangeli sinottici, e nella celebrazione del Venerdì Santo leggendo la Passione secondo S. Giovanni. Dopo questo annuncio evangelico la chiesa dedica l’intero giorno del Sabato Santo alla riflessione ed al silenzio.
Un grande padre della Chiesa, S. Gregorio di Nazianzo ci dà utili suggerimenti per il fruttuoso ascolto della narrazione della Passione: “Imitiamo attraverso le nostre passioni la Passione, col nostro sangue onoriamo il Sangue, saliamo con decisione la croce. La lettura della Passione non deve essere una lettura fredda e curiosa, ma una lettura appassionata, una meditazione attenta di come Gesù ha vissuto la sua passione perché impariamo a vivere la nostra”.
“Se sei Simone Cireneo, prendi la croce e segui il Maestro”; la passione è così vicina che ognuno di noi può sentirsi protagonista, gli stessi evangelisti con il loro stile ci spingono ad identificarci nei personaggi che si accostano
a Gesù. “Se, come il ladro, sei appeso alla croce, da uomo onesto riconosci Dio; se Lui per te e per i tuoi peccati è stato posto fra gli empi, tu, per Lui, fatti giusto. Adora Colui che è stato per tua colpa sospeso ad un legno; e se tu stai appeso, ricava un vantaggio dalla tua malvagità; compra la tua salvezza con la morte, entra in Paradiso con Gesù, per capire da quale altezza eri caduto”.
Anche i personaggi negativi, quelli che sbagliano o che hanno sbagliato nel loro passato, sono dei preziosi modelli che ci invitano alla conversione, ci fanno prendere coscienza del nostro male, ci spingono a fidarci di Gesù e della sua misericordia senza limiti. In tutti noi c’è un po’ di traditore verso Dio e verso i fratelli, allora “lasciamo che il traditore muoia fuori con la sua bestemmia”. “Se sei Giuseppe d’Arimatea chiedi il corpo a chi lo crocifisse; fai tuo quel corpo che ha espiato i peccati del mondo. Se sei una delle tre Marie, fa in modo di poter vedere la tomba scoperchiata, o forse gli angeli, o perfino lo stesso Gesù … se come Tommaso, sei lontano dai discepoli che, videro Gesù, dopo che l’avrai visto anche tu, non rifiutare la tua fede”. Entrare nella passione vuol dire soprattutto entrare in un cammino di fede che deve portarci a riconoscere in Gesù risorto il vero salvatore dell’uomo. È un cammino difficile, da fare tenendo soprattutto fissi gli occhi su Pietro, che più di tutti ci somiglia, con la sua generosità sincera, ma anche tutte le sue paure, con i suoi piccoli o grandi tradimenti, ma anche la sua grande forza d’animo nel fidarsi del perdono di Gesù, nell’attenderlo anche quando la sua fede era molto debole, e non aveva coraggio di stare sotto quella croce. E la nostra fede deve giungere proprio lì, sotto la croce, perché crederemo veramente che Gesù è il Figlio che ci salva, solo quando sapremo crederlo con il suo buon ladrone, nel momento in cui soffriremo ingiustamente e Gesù non ci darà altro aiuto che quello di soffrirci accanto. Allora sarà difficile vincere la tentazione del cattivo ladrone. Se sapremo riconoscere il nostro Dio, come il centurione, in questo Dio umile che non si vendica dei cattivi, ma li perdona, e li ama perché si pentano, allora saremo veramente cristiani.

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