Don Adriano Pennacchioni e la rinascita di Sant’Esuperanzio

Nato cent’anni fa, è stato l’ultimo priore della Collegiata cingolana. La sua memoria è ancora vivissima

di Giovanni Sbergamo

Cingoli ricorda don Adriano Pennacchioni, la cui figura è legata al culto esuperanziano e alla collegiata che custodisce le reliquie del Protettore della città. L’ultimo priore di Sant’Esuperanzio nasceva cento anni fa, il 19 aprile 1921. Carattere ribelle e forte temperamento, già da bambino mostrò di avere ascendente sui ragazzi più grandi. Nel seminario di Cingoli frequentò gli studi teologici divenendo sacerdote il 22 settembre 1945. Fu cappellano ad Avenale, canonico della Cattedrale, vicario vescovile per la Pastorale e delegato vescovile. Fu priore di S. Esuperanzio dal 1° novembre 1966 fino al 1° agosto 1994, anno della morte.

Il 25 marzo 1985 Giovanni Paolo II lo ha annoverato fra i cappellani pontifici. L’ingresso a S. Esuperanzio segna una svolta nella sua vita e ha una ricaduta importante sul territorio e sull’intera popolazione. Inizia un fecondo percorso spirituale, storico e culturale. Gli scavi e gli interventi di restauro della struttura, degli affreschi, delle suppellettili, degli arredi sacri, sono tutti riconducibili alla sua innata passione per l’arte.

Archivio parrocchiale: registrazione della nascita e del Battesimo; a fianco l’annotazione dell’ordinazione sacerdotale

Avvicina i Cingolani a quel tempio lontano dalle mura cittadine e forse anche dai cuori della gente. Tutti accorrono sempre più numerosi e devoti, vedendo in lui non solo un sacerdote, ma un uomo di grande cultura e un comunicatore eccezionale. Per suo merito il 24 gennaio diventò vacanza e festa liturgica a tutti gli effetti. Nel 1984 promosse la ricognizione delle sacre reliquie del Protettore di Cingoli. Nel 1977 costituì il Comitato S. Esuperanzio per sovrintendere alla preparazione delle feste patronali di gennaio e della quarta domenica di luglio. Creò il Corteo dell’Offertorio, fondò il pieghevole “Aria di Casa Mia” per portare ai Cingolani – anche a quelli residenti fuori dal “Balcone” – le notizie della città.

Realizzò l’Archivio ecclesiastico: un patrimonio di volumi, registri, documenti, fototeca, pergamene, libri, che racchiudono cinquecento anni di storia cingolana e che è oggi punto di riferimento per gli studiosi. Fu inaugurato il 18 ottobre 1991 e il sindaco Emanuela Branchesi gli donò per l’occasione una medaglia d’oro con la dedica «A Mons. Adriano Pennacchioni per alti meriti culturali».

Quanto realizzato, don Adriano lo ha donato a tutti; ha preso parte a convegni, conferenze, lezioni e dibattiti nei quali ha portato il suo autorevole e qualificato contributo di sacerdote e di storico.La sua opera resta viva ancora oggi in quanti lo hanno conosciuto e apprezzato. Ciò che ha lasciato, ha fatto breccia nel cuore dei Cingolani che lo ricordano con affetto e gratitudine. La Collegiata è metà di pellegrini, storici, appassionati di arte.

I numerosi libri da lui scritti sono oggetto di studi e consultazione; le celebrazioni nella Collegiata hanno visto nel tempo una presenza sempre più numerosa di fedeli. È come se ognuno si sentisse in dovere di far conoscere la grande eredità che don Adriano ha donato alla città. Ricordare il centenario della nascita è un modo per celebrare la memoria di questo grande cingolano per il quale è proprio il caso di dire: «L’uomo giusto al posto giusto».

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