La prima Festa della repubblica porta la data del‌ ‌‌2‌ ‌giugno‌ ‌1947‌
Nel 1949, con l’ingresso dell’Italia nella NATO, si svolsero dieci celebrazioni in contemporanea in tutto il Paese: nell’occasione, per rimarcare il legame della neonata repubblica con Giuseppe Mazzini, fervente repubblicano, fu inaugurato un monumento celebrativo davanti al quale si svolse la manifestazione principale.

Nel 1950 fu inserita la parata militare nel protocollo delle celebrazioni.

Nel 1961 la celebrazione principale della Festa della Repubblica non ebbe luogo a Roma ma a Torino, perché si celebrava anche il centenario dell’Unità d’Italia (1861-1961).

Nel 1963 non venne effettuata nella giornata del 2 giugno per le condizioni di salute di papa Giovanni XXIII, ormai morente, e venne rinviata al 4 novembre, in contemporanea alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.

Nel 1965 alla celebrazione principale di Roma parteciparono anche gli stendardi delle unità militari soppresse che presero parte alla prima guerra mondiale perché si ricordava anche il 50º anniversario dell’entrata dell’Italia nel primo conflitto mondiale.

Nel 1976 la parata militare non venne organizzata in seguito al disastroso terremoto del Friuli, per permettere ai militari e ai mezzi di essere utilizzati per aiutare i terremotati anziché per sfilare ai dei Fori Imperiali

Nel 1977 A causa della grave crisi economica, in pieno austerity, per contenere i costi statali e sociali, la Festa della Repubblica, con legge n. 54 fu spostata alla prima domenica di giugno, con la la soppressione del giorno festivo e venne deciso di non riprendere la tradizionale sfilata militare per non gravare ulteriori spese sul bilancio statale. Questa decisione fu ripetuta anche negli anni successivi.

La parata militare venne reinserita solo nel 1983 in quell’anno la Festa della Repubblica fu organizzata la prima domenica di giugno, tra l’Aventino e Porta San Paolo per commemorare la Resistenza all’occupazione tedesca della città di Roma durante la seconda guerra mondiale.

Nel 1984, la parata tornò in via dei Fori Imperiali, mentre nel 1985 si svolse tra via dei Cerchi e le Terme di Caracalla.

Nel 1989 la parata fu eliminata nuovamente; in sua sostituzione fu organizzata una mostra storica. Fino al 1999 la celebrazione della Festa della Repubblica si limitò esclusivamente alla cerimonia all’Altare della Patria.

La parata tornò definitivamente nel 2000 su iniziativa dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Nel 2001 si tornò all’origine e il 2 giugno ritornò a essere giorno festivo.

Nel 2004 Carlo Azeglio Ciampi volle che sfilassero nella parata anche il personale della Protezione Civile.

Nel 2009 la Festa della Repubblica si svolse in piazza del Plebiscito a Napoli.

Nel 2011, in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia, sfilò anche il Tricolore di Oliosi che risale alla terza guerra di indipendenza italiana (1866) che venne eroicamente salvato a Oliosi, dalla cattura delle truppe austriache durante la battaglia di Custoza.

Nel 2012 la parata venne dedicata ai terremotati dell’Emilia. In quell’occasione, per rispetto alle vittime la parata si svolse con un programma ridotto e senza il tradizionale sorvolo delle Frecce tricolori.

Queste riduzioni furono confermate nel 2013, in piena grande recessione; inoltre, l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sospese il ricevimento cerimoniale per motivi di austerità e di solidarietà.

Le Frecce tricolori e i Corazzieri a cavallo tornarono dall’edizione 2014. Dal 2015 è ripristinato il ricevimento.

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