La crisi pandemica ha mostrato l’importanza della Sanità, ma anche della Scuola pubblica. È stato straordinario l’impegno dei dirigenti scolastici e del personale per assicurare il percorso scolare. Questo altro anno di pandemia ha evidenziato le disuguaglianze sociali, culturali, economiche in termini di apprendimento e di fragilità. La crisi economica si è abbattuta sulle famiglie a basso reddito, sulle fasce sociali più deboli e sugli studenti più fragili. Davanti alle nuove “povertà educative”, la sfida per la scuola è quella di “non lasciare indietro nessuno”. In questa direzione vanno i documenti ministeriali sugli Esami di Stato e sul Piano scuola estate 2021.

Questo tempo così pesante può diventare prezioso per un cambio di paradigma nella scuola. La maturità riformata per la pandemia è occasione per innovare, e questo anno la novità è il curriculum dello studente, che vuole porre la persona al centro. Entrano anche a pieno titolo parole come: interdisciplinarità e multidisciplinarità, verso la prospettiva di un sapere non frantumato e settoriale, per persone come ci ricorda Montaigne, con «una testa ben fatta, più che una testa ben piena». Edgar Morin poi ci spiegherà che la testa ben fatta va al di là del sapere parcellizzato, al di là delle discipline. È il momento di una scuola che sappia attuare la sinergia tra conoscenza e competenza, con l’abbandono di stili obsoleti di insegnamento e di valutazione. È richiesta capacità di rinnovarsi agli insegnanti non solo in tecnologia, ma per promuovere processi di apprendimento efficaci.

L’altra opportunità di rinnovamento è data dal “Tempo Estate a Scuola”. È l’occasione per aprire le classi ai gruppi di apprendimento e la scuola all’incontro con esperti del lavoro, delle professioni, del volontariato, creando sinergie e organizzando laboratori per svolgere attività più leggere ma non per questo meno formative. Insieme alle attività di recupero per gli studenti con i debiti, si possono affiancare attività di approfondimento e ricerca o dibattiti idonei a favorire il confronto tra ragazzi come occasione per crescere e maturare. Laboratori di arte, musica, teatro e attività esperienziali per vivere una scuola inserita nella realtà.

Intanto ci sono i primi studi sul Learning Loss (perdita di competenze e conoscenze), un fenomeno studiato negli Stati Uniti, prima per gli esiti dopo lunghe vacanze estive, oggi ancora di più con le interruzioni per la pandemia e la didattica in presenza avvenute in tutto il mondo. Questa è la direzione della scuola aperta d’estate, occasione per aprire spazi di creatività e di riflessione, non solo per i tanti ragazzi che hanno perso il passo.

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