Torna in scena la compagnia Valenti con “Rengrazzienno Ddio!”

Quattro nuove date a partire da questo venerdì a Sambucheto di Montecassiano

Ritorna in scena la commedia RENGRAZZIENNO DDIO! di Fabio Macedoni, per la regia di Francesco Facciolli, venerdì prossimo, 25 giugno, a Sambucheto di Montecassiano, alle 21h30, nel cortile della Palestra in via Fermi (prenotazione obbligatoria con ingresso gratuito: chiamare il 338/1581436).

Riparte così l’attività della compagnia teatrale Fabiano Valenti, grazie all’invito dell’amministrazione comunale di Montecassiano e continuerà, per ulteriori tre date, che vedranno protagonisti gli attori della Fabiano Valenti sabato 10 luglio a Villa Cozza di Macerata, mercoledì 14 luglio a Falconara Alta e venerdì 16 a Comunanza, sempre alle 21h30.

Ma non solo dialetto; l’attività si è spostata anche su altri ambiti, con alcune collaborazioni decisamente interessanti.

Una produzione su Dante Alighieri, per il 700° anno, sarà presentata alla Rocca di Urbisaglia, nel contesto delle manifestazioni DANTE URBISAGLIA 2021; si intitola PARADISO XVI: polvere e vento; ideazione e regia di Francesco Facciolli con la partecipazione, in veste di interpreti, di Michela Paoloni e Luca Sargenti. Sarà rappresentata il 4 luglio e replicata il 5 ed il 6, alle 21h30.

In collaborazione con l’AMAT, nell’ambito del progetto europeo SPARSE, sabato 10 luglio, alle 21h20, andrà in scena a Caldarola, in piazza Vittorio Emanuele II, la pièce CIRCE, L’ALTRA ODISSEA, opera inserita nel circuito TAU, con Isabella Carloni e Andrea Strappa, presentata da Rovine Circolari

“Ci sono anche altre novità – commenta il presidente Fabio Macedoni – per le quali stiamo lavorando e sulle quali diffonderemo notizie più dettagliate in un futuro prossimo. Attualmente godiamoci questa ripresa di contatto col pubblico, sperando fortemente che in autunno le varie rassegne possano tutte scalpitare ai nastri di partenza e che le programmazioni possano tornare ai loro antichi fasti, con cartelloni capaci di accaparrarsi l’attenzione e procurare l’emozione. Non si vive di solo pane, ma anche di un cibo immateriale che, spesso, è più necessario del pane”.

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