“Cenga”, da Montecassiano di corsa alle Paralimpiadi di Tokyo

di Patrizia Carnevali

Ndiaga Dieng, “Cenga” per gli amici, è un atleta paralimpico italiano, specialista degli 800 e 1500 metri. Grazie ai successi internazionali ottenuti recentemente, si è guadagnato la convocazione per le prossime Olimpiadi di Tokyo.

Un momento di grande popolarità quello che sta vivendo il mezzofondista montecassianese, viste le vittorie ed i piazzamenti conquistati alle rassegne europee ed iridate nel 2021, ma anche un salutare ritorno alla quotidianità con le persone che lo hanno sempre sostenuto e apprezzato. Non a caso Ndiaga ha voluto donare all’Istituto Comprensivo “G. Cingolani” di Montecassiano una delle medaglie vinte in Polonia, consegnandola nelle mani della Dirigente Scolastica Dott.ssa Silvana Bacelli.

Ndiaga consegna alla dirigente scolastica Silvana Bacelli una medaglia vinta in Polonia

Vale forse la pena, allora, raccontare la storia di un ragazzo che si è scoperto campione, ma che ha continuato ad essere saldamente legato alle sue radici ed ai suoi affetti, senza mai perdere quelle doti di umiltà e di riservatezza che lo hanno sempre accompagnato.
Originario del Senegal, Ndiaga nasce a Dourbel, un piccolo villaggio, dove cresce con la sua numerosa famiglia e dove frequenta la scuola coranica francese. “Ho un bel ricordo della mia infanzia, le condizioni di vita erano modeste, ma io mi divertivo molto, soprattutto a giocare a pallone con i miei amici”.

Nel 2012 arriva in Italia e si stabilisce sin da subito nelle Marche, precisamente a Montecassiano, un paese in provincia di Macerata: gli inizi sono difficili soprattutto a causa delle difficoltà linguistiche, tuttavia l’inserimento nel tessuto sociale e scolastico della piccola comunità avviene piuttosto velocemente, grazie soprattutto alla sua caparbietà e determinazione. “Ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato e mi sono stati vicini in quel periodo, tutti mi hanno accolto e sostenuto con generosità ed affetto, in particolare gli insegnanti ed i compagni”.

In questo periodo nasce “Cenga”: sono i compagni di classe a chiamarlo così per la prima volta e quel soprannome se lo porta dietro ancora oggi in ogni parte del mondo in cui va a gareggiare.

Nel 2015 si iscrive all’IPSIA di Macerata, dove il Prof. Maurizio Iesari, suo professore di Educazione Motoria, nota il suo talento per l’atletica in occasione di una corsa campestre e lo indirizza verso le gare del mezzofondo, in particolare 800 e 1500 metri.
La prima vittoria importante è del 2017, con la conquista del titolo italiano a Gubbio, che inaugura una lunga catena di successi e vittorie nelle più prestigiose competizioni europee e mondiali.

Negli occhi degli appassionati di atletica, rimarrà soprattutto un’istantanea che lo vede protagonista: il tuffo sul traguardo con cui Ndiaga, all’ultimo respiro, ha superato i suoi irriducibili avversari ai Mondiali INAS in Francia nel 2018 e che gli è valso l’oro nella finale dei 1500 metri. “Ho corso quella gara con un dolore alla coscia destra, che mi ero procurato qualche giorno prima giocando con lo slittino sulla neve: non ho detto nulla a mio padre per paura di farlo arrabbiare, ma non avrei rinunciato a quella competizione per nulla al mondo”.

Questo episodio riflette, meglio di qualsiasi altra cosa, il carattere di Ndiaga che, da quando ha scoperto di correre più velocemente degli altri, non si è fermato più centrando traguardi importanti nel suo percorso di maturazione sportivo e umano, diventando un esempio per chi non pone limiti ai propri sogni.

I suoi per ora sono chiarissimi :“Il mio sogno è quello di diventare un grande atleta e correre fino a 100 anni.”

L’augurio di tutti è che il suo sogno possa concretizzarsi a Tokyio.

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