Si è svolta ieri, mercoledì 20 gennaio, la prima riunione dell’anno della Conferenza Episcopale Marchigiana, tenutasi presso il Seminario Regionale di Ancona.

Monsignor Franco Manenti, neo vescovo di Senigallia
Monsignor Franco Manenti, neo vescovo di Senigallia

Dopo il ringraziamento a monsignor Giuseppe Orlandoni, vescovo emerito di Senigallia, e il benvenuto al suo successore mons. Franco Manenti, appena insediatosi in Diocesi, la riflessione ha riguardato il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno ed eventuali Tribunali diocesani e inter diocesani, alla luce del Motu Proprio di papa Francesco «Mitis Iudex Dominus Iesus», con l’audizione del vicario giudiziale don Paolo Scoponi.

«Nel volgere dei secoli la Chiesa in materia matrimoniale, acquisendo coscienza più chiara delle parole di Cristo, ha inteso ed esposto più approfonditamente la dottrina dell’indissolubilità del sacro vincolo del coniugio, ha elaborato il sistema delle nullità del consenso matrimoniale e ha disciplinato più adeguatamente il processo giudiziale in materia, di modo che la disciplina ecclesiastica fosse sempre più coerente con la verità di fede professata», si legge nella Lettera apostolica in forma di Motu Proprio sulla riforma del Processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio nel Codice di Diritto canonico. Inoltre, prosegue il testo promulgato l’8 settembre 2015, «è la preoccupazione della salvezza delle anime, che – oggi come ieri – rimane il fine supremo delle istituzioni, delle leggi, del diritto, a spingere il Vescovo di Roma ad offrire ai Vescovi questo documento di riforma, in quanto essi condividono con lui il compito della Chiesa, di tutelare cioè l’unità nella fede e nella disciplina riguardo al matrimonio, cardine e origine della famiglia cristiana. Alimenta la spinta riformatrice l’enorme numero di fedeli che, pur desiderando provvedere alla propria coscienza, troppo spesso sono distolti dalle strutture giuridiche della Chiesa a causa della distanza fisica o morale; la carità dunque e la misericordia esigono che la stessa Chiesa come madre si renda vicina ai figli che si considerano separati».

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L’attenzione di Bergoglio nei riguardi della delicata sfera del Sacramento matrimoniale, già manifestata durante i lavori del Sinodo sulla famiglia, si declina, quindi nelle Chiese locali: infatti, si sottolinea nel Motu Proprio, «il ripristino della vicinanza tra il giudice e i fedeli non avrà successo se dalle Conferenze Episcopali non verrà ai singoli Vescovi lo stimolo e insieme l’aiuto a mettere in pratica la riforma del processo matrimoniale. Insieme con la prossimità del giudice curino per quanto possibile le Conferenze stesse, salva la giusta e dignitosa retribuzione degli operatori dei tribunali, che venga assicurata la gratuità delle procedure, perché la Chiesa, mostrandosi ai fedeli madre generosa, in una materia così strettamente legata alla salvezza delle anime manifesti l’amore gratuito di Cristo dal quale tutti siamo stati salvati».

Al termine dell’incontro, i Vescovi e Arcivescovi delle Marche hanno deciso per ora, in attesa di ulteriori necessarie comunicazioni da parte della Santa Sede, di «mantenere il Tribunale Regionale tuttora regolarmente in funzione», ribadendo «la volontà di corrispondere a quanto è più a cuore al Pontefice, affinché chi abbia vissuto un fallimento matrimoniale senta, nella prossimità il conforto della Misericordia di Dio».

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