“L’Angelo Nero”, supereroe contro l’indifferenza

Le graphic novel di Cicarè e Ferracuti raccontano i drammi vissuti dagli immigrati

L'autore Mauro Cicarè
L’autore Mauro Cicarè

Nella moderna letteratura, con l’aggiunta di un bagaglio di foto e video sconcertanti, “L’Angelo nero” appare come un supereroe trasandato, difensore degli esclusi e degli emarginati che combatte il crimine con metodi spicci.

Da immigrato tra gli immigrati, si pone dalla parte degli invisibili della nostra società, rischiando di essere sconfitto, tuttavia, non da una moderna forma kryptonite ma da una radicata indifferenza. Divenuto fumetto, questo supereroe continua la sua narrazione sulle tavole create dall’artista civitanovese Mauro Cicarè e sui testi di Angelo Ferracuti, dapprima curate per l’inserto “Alias” de Il Manifesto e ora raccolte in un volume edito da Barney Edizioni. Qui, “L’Angelo Nero” (che dà il titolo anche all’opera) continua a fare i conti con la povertà e la miseria di chi fugge scontrandosi contro il futuro, un personaggio scomodo con il volto dell’Occidente.

Un momento dell'incontro con Mauro Cicarè (al centro) al Circolo di lettura di Recanati
Un momento dell’incontro con Mauro Cicarè (al centro) al Circolo di lettura di Recanati

In Italia, lo scomodo personaggio ha trovato rifugio al Circolo di lettura di Recanati, quando, nei giorni scorsi, si è rivelato di nuovo al pubblico grazie alle parole dello stesso Cicarè. Un’opportunità favorita dall’incontro promosso dall’agenzia Scriptorama e da Lo Specchio magazine. “L’Angelo Nero”, infatti, non combatte le sue battaglie in immaginifici mondi o città lontane, ma proprio nel nostro Paese, affrontando il caporalato, il commercio di esseri umani, la schiavitù e lo sfruttamento della prostituzione.

Jerry Essan Masslo (Umtata, 4 dicembre 1959 – Villa Literno, 25 agosto 1989) è stato un rifugiato sudafricano in Italia, assassinato da una banda di criminali, la cui vicenda personale emozionò profondamente l'opinione pubblica e portò ad una riforma della normativa per il riconoscimento dello status di rifugiato.
Jerry Essan Masslo (Umtata, 4 dicembre 1959 – Villa Literno, 25 agosto 1989)

«Il nostro intento era quello di fare il punto della situazione sul problema dell’immigrazione – ha affermato l’autore civitanovese -, una tematica che non possiamo ignorare e dalla quale traggono origine numerose altre situazioni da affrontare. Pur contenendo l’elemento della fiction, “L’Angelo Nero” parte dalla realtà, da storie vere: dal lavoratore afghano che, impiegato in “nero”, trova la morte in un cantiere edile, cadendo da un’impalcatura; al caporalato nel Meridione d’Italia, facendo riferimento anche alla vicenda di Jerry Masslo, rifugiato sudafricano ucciso dalla camorra alla fine degli anni Novanta. “L’Angelo Nero” è colui che ci guida dentro queste storie – ha concluso Cicarè -, che ci porta dentro la carne viva del problema».

Motivazioni che hanno spinto Lo Specchio magazine a occuparsi del volume, continuando a esplorare, secondo le parole del presidente dell’Associazione Vanni Semplici, «quei linguaggi e quelle problematiche che regolano la contemporaneità», non accontentandosi di una «proposta culturale omologata e formale». «Il tema dei migranti ci vede oggi sopraffatti dalla retorica e da analisi che, molto spesso, non rappresentano il vero – ha aggiunto -, un mezzo come la graphic novel ci consente di evidenziare le contraddizioni presenti e il profondo disagio di chi fugge dalla guerra, dando un’impronta decisamente marcata».

L’invito dell’opera, sottolineato nelle parole di Semplici, è a «liberarsi dal fumo gettato sugli occhi» per occuparsi di dati reali, senza minimizzare le conflittualità, a volte sfruttate a proprio vantaggio anche dagli europei, derivate dal generale mancato rispetto delle regole. È facile, infatti, soprattutto in questi lunghi giorni di dibattito sul trattato di Schengen, che anche per un supereroe come “L’Angelo Nero” l’invisibilità da potere possa diventare una condanna.

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