Ben cinquecento marchigiani hanno partecipato alla sua Ordinazione episcopale, a dimostrazione di quanto l’affetto da parte del territorio che ha servito come rettore del Pontificio Seminario regionale di Ancona «Pio XI» prima e poi, per cinque anni, come parroco a San Severino Marche sia cresciuto nel tempo.

Un primo piano del neo Vescovo (Foto Diocesi di Cremona)

Monsignor Antonio Napolioni, per tutti “don Antonello”, da sabato 30 gennaio, con l’ufficiale ingresso in Diocesi, è il nuovo Vescovo di Cremona. La nomina a Pastore, voluta da papa Francesco, era arrivata il 16 novembre scorso annunciata da mons. Dante Lafranconi (dimessosi per limiti di età) nella cappella di Santo Stefano del Palazzo vescovile: l’annuncio venne dato in contemporanea anche presso la sala stampa della Santa Sede e nel Museo diocesano  di Camerino, dall’ordinario locale mons. Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche.

Classe 1957, del clero dell’arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, dopo aver guidato la parrocchia di San Severino Vescovo ed aver ricoperto il ruolo di vicario episcopale della medesima arcidiocesi, monsignor Napolioni si appresta ora a guidare la Chiesa cremonese, dopo essere stato consacrato, nella Cattedrale diocesana, dal suo predecessore Lafranconi.

Il cognome Napolioni è molto conosciuto e apprezzato anche a Macerata, dove la cugina di don Antonio (i rispettivi padri erano fratelli, ndr), Angiola Maria, ha ricoperto il prestigioso incarico di direttore della Biblioteca statale.

Il Duomo di Cremona gremito: in prima fila, si riconosce la cugina di monsignor Antonio, Angiola Maria Napolioni (Foto Diocesi di Cremona)

A concelebrare la solenne e articolata funzione religiosa nel Duomo gremito di fedeli, laici, consacrati e autorità, assieme a mons. Brugnaro e mons. Francesco Gioiaarcivescovo emerito, c’era anche il vescovo di Ancona-Osimo, il cardinale Edoardo Menichelli, che è originario proprio di San Severino. Altri tre i Cardinali venuti ad omaggiare Napolioni: Salvatori De Giorgi, Francesco Coccopalmerio e Raffaele Farina.

Un momento dell'Ordinazione episcopale di mons. Napolioni (Foto Diocesi di Cremona)
Un momento dell’Ordinazione episcopale di mons. Napolioni
(Foto Diocesi di Cremona)

Presenti anche diversi Vescovi (40 in tutto) – tra cui mons. Nazzareno Marconi e mons. Claudio Giuliodori, rispettivamente vescovo e vescovo Emerito di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia  e circa 200 sacerdoti, tra cui molti marchigiani, che hanno sperimentato la paternità di don Antonello, prima come vice rettore e poi come rettore del Seminario regionale.

L'abbraccio del neo Pastore con il clero (Foto Diocesi di Cremona)
L’abbraccio del Pastore con il clero (Foto Diocesi di Cremona)

«Sono certo che don Antonello saprà servire il Signore nella gioia, perchè è un sacerdote buono che ha saputo essere guida e fratello per molti giovani, ma anche un faro per tante famiglie della nostra comunità che vivono nel disagio e nelle difficoltà», ha sottolineato Cesare Martini, sindaco di San Severino Marche, che ha partecipato alla cerimonia nel Duomo di Cremona.

L'incontro con le autorità tra cui, a destra, il sindaco di San Severino Marche (Foto Diocesi di Cremona)
L’incontro con le autorità tra cui, a destra, il sindaco di San Severino Marche
(Foto Diocesi di Cremona)

Assieme al Primo cittadino settempedano, presenti anche il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, il presidente dell’Unione Montana delle Alte Valli del Potenza, Gian Luca Chiappa, e tanti Sindaci del Maceratese, oltre, ovviamente, al sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti.

"Don Antonello" è stato prima vice e poi rettore del Pontificio Seminario regionale delle Marche (Foto Diocesi di Cremona)
“Don Antonello” è stato prima vice e poi rettore del Pontificio Seminario regionale delle Marche
(Foto Diocesi di Cremona)

A festeggiare don Antonello, inoltre, assieme al coro interparrocchiale di San Severino Marche, non potevano mancare gli scout settempedani e quelli di tutta Italia, per manifestare gratitudine al loro assistente nazionale (tra l’altro, molto legato alla realtà scout maceratese).

Tra i vari incarichi, infatti, oltre ad essere stato direttore dell’Ufficio catechistico diocesano dal 1983 al 1993, mons. Napolioni ha ricoperto anche la veste di Assistente ecclesiastico Regionale Agesci, dal 1986 al 1992, e di Assistente nazionale, sempre dell’Agesci, dal 1992 al 1998. Direttore del Centro Regionale Vocazioni delle Marche dal 2006 al 2010, è stato anche Docente di Teologia Pastorale e Catechetica nel Pontificio Istituto di Pastorale della Pontificia Università Lateranense, dal 1993 al 2001. Dal 5 gennaio 2005, inoltre, il presule marchigiano è Cappellano di Sua Santità.

Per affidare alla Vergine il suo ministero episcopale e non smarrire il legame con una “componente” fondamentale della sua formazione pastorale, don Antonio, alla vigilia dell’Ordinazione si è recato nel Santuario mariano di Caravaggio, dove ha ricevuto una lieta sorpresa da parte degli scout locali, che gli hanno donato un bastone e i loro fazzolettoni.

Monsignor Napolioni si dirige verso la Cattedrale della Diocesi di cui ha appena preso possesso (Foto Diocesi di Cremona)
Monsignor Napolioni si dirige verso la Cattedrale della Diocesi di cui ha appena preso possesso
(Foto Diocesi di Cremona)

La mitra imposta al neo Pastore di Cremona è un dono – come la casula – della comunità cristiana di San Severino: a regalarla, infatti, sono state le famiglie della parrocchia e le monache Clarisse. Il bastone pastorale è invece quello usato da mons. Bruno Frattegiani, già arcivescovo di Camerino – San Severino Marche che ordinò sacerdote mons. Napolioni il 25 giugno 1983, e che il novello Vescovo tante volte da bambino tenne durante il servizio da ministrante.

Un altro momento della solenne Celebrazione eucaristica (Foto Diocesi di Cremona)
Un altro momento della solenne Celebrazione eucaristica
(Foto Diocesi di Cremona)

«Giungo qui dalle Marche, terra altrettanto laboriosa, cresciuto in una famiglia più laica che cattolica, educato al dialogo con tutti, desideroso di scoprire ogni valore, e di cercare insieme il bene di tutti, soprattutto dei più deboli», ha affermato “don Antonello” nel suo saluto iniziale, e, ricordando l’invito del Santo Padre ad «uscire», il vescovo Napolioni ha assicurato alla comunità che gli è stata affidata di voler camminare insieme «nella cura di relazioni autentiche, vivendo la vita come un viaggio, non come un possesso. Anche il ricorso alla preghiera deve tradursi in passi concreti, degli uni incontro agli altri, specie dove il disagio, la diversità, l’inedito e persino il male, ci sconcertano ed impauriscono. La fiducia vincerà».

(Foto Diocesi di Macerata)
(Foto Diocesi di Cremona)
(Foto Diocesi di Cremona)
(Foto Diocesi di Cremona)
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