A Tolentino il Dante “pop” di Calcaterra e Palmarucci

Quattro serate (a ingresso libero) per altrettanti canti dell'inferno della Divina Commedia, tutti i venerdì, dal 5 al 26 febbraio, alle ore 21, alla Biblioteca Filelfica di Tolentino

“Aldilà e Al di Là di Dante“: chi ne ha letto il titolo, non poteva avere dubbi che dietro a una scelta del genere ci fosse il professor Enzo Calcaterra. Fin dall’annuncio, infatti, indica come non vi sia interesse per un affronto, per così dire, accademico. “Chi vorrebbe questo può non venire ai nostri incontri”, provoca lo stesso Calcaterra. Del resto, non c’è bisogno di scomodarsi per assistere alle ennesime celebrazioni del sommo, piene di dotte citazioni, note critiche e parafrasi. Calcaterra non si sarebbe messo in questo percorso.

Il professor Enzo Calcaterra
Il professor Enzo Calcaterra

Ha terminato da poco altre fatiche ed è in attesa di sfogliare la sua ultima pubblicazione sulla Grande Guerra. Tuttavia, racconta di aver ceduto all’insistenza del giovane Leonardo Palmarucci, perché “dimostra un interesse e una passione veri”. La sua proposta è ben definita, immaginata da molto tempo, già quasi strutturata e trova concorde Calcaterra. Si tratta di quattro serate (a ingresso libero), con altrettanti canti dell’inferno della Divina Commedia, tutti i venerdì, dal 5 al 26 febbraio, alle ore 21, presso l’Auditorium della Biblioteca Filelfica di Tolentino.

Leonardo Palmarucci
Leonardo Palmarucci

“Letture pretestuose”, da un lato per arrivare a parlare dell’oggi – non della cronaca, né tanto meno della politica (pur essendo Dante sfruttato fin dagli inizi del secolo scorso a sostegno di idee anche opposte tra loro) -, dall’altro per riprendere e scoprire le domande che Dante pone a noi. Ecco uno dei punti che ha messo insieme il professore, storico, curioso e rigoroso nell’affronto, e il più giovane artigiano. Leonardo, quasi 33 anni, fa il falegname, socio della piccola azienda avviata a suo tempo dal padre. La passione per la lettura, acuita dall’incontro con il Dante di Roberto Benigni, ascoltato nel canto XXXIII del Paradiso, presentato a Firenze; una laurea triennale in letteratura moderna, quella specialistica in giurisprudenza; e la frequenza del Centro teatrale Sangallo.

La Biblioteca Filelfica di Tolentino
La Biblioteca Filelfica di Tolentino

Eppure il lavoro di oggi “non è un ripiego”, dice Leonardo con evidente sincerità e privo di rammarichi per altre strade che magari noi avremmo immaginato. La scintilla per il percorso che venerdì si avvia arriva lo scorso anno, quando a Caldarola fu chiamato per una declamazione del canto ultimo del Paradiso nell’ambito della lettura Dantis per il 750 della nascita di Dante. Ora saranno quattro canti dell’Inferno a porre l’occasione di un confronto con il poeta “da uomo a uomo, non tanto per capire cosa Dante dice, ma cosa dice a me”.  Anche i temi e titoli delle singole serate non sono affatto scontati: Noi e il Veltro, con il Canto I, L’avventura di un povero cristiano, con il Canto III,  La sonata a Kreutzer di Dante, con il Canto V, infine Eia,  Eia, Alala’! Dante e il fiumanesimo. Per ognuna, Calcaterra proporrà una presentazione iniziale, mentre Palmarucci dirà a memoria i canti, entrando poi nel significato e nella provocazione proposta in un dialogo e confronto tra i due. Incontrati separatamente, Calcaterra e Palmarucci, trasmettono una piena coincidenza di intenti, con le stesse citazioni e sottolineature storiche e di attualità per ognuno dei temi, con spunti di grande curiosità e novità, definendo Dante un pretesto che non viene tradito.

La locandina delle 4 serate
La locandina delle 4 serate

Infine, alcune parole chiave, nell’ordine, per le serate: il potere, l’avarizia, la brama, gli ignavi, l’impegno, gli intellettuali, il corpo della donna e i confini. L’invito è quello di partecipare a questo tentativo di riportare Dante alla sua popolarità. Una nota finale merita la scelta dell’immagine posta nella locandina (a lato), una scultura di Ivo Pannaggi, della collezione del Miumor di Tolentino, che presenta il capo di Dante in sintonia con le linee futuriste del grande artista maceratese, senza però farne una caricatura.

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